Addio a Franco Mandelli, si è spento il luminare dell’ematologia

Roma, 16 luglio – Si è spento ieri a Roma Franco Mandelli, luminare dell’ematologia italiana, fondatore dell’Ail, l’Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma (Ail), di cui era presidente onorario, e della onlus Gimema (Gruppo italiano Malattie ematologiche dell’adulto).

“Addio al nostro presidente , professor Franco Mandelli, una vita dedicata alle malattie del sangue e alla solidarietà”: così lo ha salutato su Facebook la stessa Ail, dando l’annuncio della sua morte.  Nato 87 anni fa a Bergamo, Mandelli si era laureato a Milano nel 1955 per poi trasferirsi prima a Parma e successivamente a Roma, dove diventò una figura di primissimo piano nella lotta alle malattie del sangue, in particolare contro il linfoma di Hodgkin e delle leucemie acute. Autore di più di 700 studi scientifici, organizzatore e animatore di numerosi congressi scientifici di rilievo internazionale, Mandelli è stato professore di Ematologia dell’Università “Sapienza” di Roma dall’anno 1968-69 e per più di 30 anni, dal 1975 al 2006, ha diretto la Scuola di specializzazione in Ematologia dello stesso ateneo, del quale – a partire dal 2011 – era professore emerito. Dal 1979 al 2003 ha anche diretto un’altra sua “creatura”, il Centro di Ematologia della “Sapienza” di Roma, dotato di un pronto soccorso ematologico H24, ambulatori, servizio per le malattie emorragiche e trombotiche, reparti ospedalieri di ricovero per bambini, adulti e anziani e centro trapianti di cellule staminali.

La scomparsa del grande medico, apprezzato anche per le sue straordinarie doti umane, ha suscitato un unanime cordoglio.

La morte del professor Franco Mandelli mi addolora profondamente. La sua testimonianza di vita figura a buon diritto fra gli italiani che hanno contribuito a rendere migliore la nostra società” scrive ad esempio in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  “Il suo lungo, costante e prezioso contributo ad assicurare l’esistenza di donne, uomini e bambini del nostro Paese, e non soltanto di esso, si è espresso nel valore della sua ricerca scientifica, continuamente avanzata, nell’insegnamento, nella formazione di tanti medici e ricercatori, nelle numerose iniziative di solidarietà e di promozione della prevenzione delle malattie. Esprimo ai suoi familiari la più grande solidarietà e ai suoi allievi e collaboratori, l’esortazione a proseguirne l’opera con la stessa dedizione e lo stesso impegno”.

“La scomparsa del professor Franco Mandelli lascia un vuoto incolmabile nel mondo della medicina e della ricerca italiana” scrive in una nota la ministra della Salute Giulia Grillo. “La sua vita interamente dedicata con sacrificio e passione alle malattie del sangue e alla solidarietà, è stata e resta la testimonianza di un uomo che ha dato un contributo ineguagliabile alla sanità italiana, e non solo, e ai cittadini. Tutti noi gli siamo debitori per quanto ha fatto e per gli insegnamenti che con abnegazione è stato in grado di lasciare. Un uomo, non solo uno scienziato, la cui eredità non va dispersa. Esprimo tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza alla famiglia”.

Anche l’ex ministra alla Salute, Beatrice Lorenzin, ha voluto esprimere il suo cordoglio, definendo Mandelli  “uomo di straordinaria umanità, scienziato italiano tra i più grandi al mondo. Grazie al suo lavoro ha donato speranza e nuova vita a migliaia di persone. Il miglior modo per omaggiarlo e ricordarlo, mantenendo viva a la sua testimonianza – conclude Lorenzin –  è quello di continuare a sostenere la ricerca in maniera attiva, come lui ha fatto per tutta la sua esistenza”.

Commosse e partecipi anche le parole di Walter Veltroni, che ricorda il generoso impegno civile e civico di Mandelli, richiamando la candidatura dello scienziato alle elezioni per il Campidoglio del 2006, alla guida di una lista civica che sosteneva proprio la candidatura di Veltroni.  Anche per questo gli sono grato e lo ricorderò sempre con grande affetto e riconoscenza” dichiara l’ex sindaco, che mette l’accento sul costante impegno di Mandelli per tantissime iniziative di solidarietà  e sul grande vuoto che lascia la sua scomparsa:Innanzitutto nel mondo cui ha dedicato la sua vita: quello della medicina, della ricerca, della lotta a terribili malattie. E tra le migliaia di persone che ha curato: con competenza, senza risparmio di energie. Con umanità. È una grave perdita per la comunità scientifica internazionale“.