Admenta, nel mirino le comunali di Modena, Padova e Sassuolo

Roma, 19 febbraio – Modena, Sassuolo e ora Padova. Continua la campagna acquisti di farmacie comunali da parte di Admenta Lloyds Italia, la holding bolognese che fa capo al colosso farmaceutico statunitense Mckesson. La progressione è peraltro nell’ordine delle cose, perché anche le sei farmacie comunali patavine, così come quelle di Modena, Bergamo, Sassuolo e Desio, sono proprietà per il 75% di Pharmacoop, società controllata da Alleanza 3.0 (quella del gruppo Coop dei supermercati) e da Coop Lombardia. Ed è tutta la Pharmacoop, in realtà, ad essere in vendita, per una scelta strategica delle due società controllanti.
Dall’altra parte del tavolo, pronta all’acquisto, ci sarebbe appunto la divisione italiana di una multinazionale da 208 miliardi di dollari di fatturato nel 2018. La presenza di Admenta nel settore del retail farmaceutico italiano è consolidata da tempo, dopo l’acquisto nel 2000 delle farmacie comunali di Bologna, seguito da quelle di Milano e quindi da altre acquisizioni:  oggi la società controlla circa 175 punti vendita, con 1.200 dipendenti e un fatturato annuo intorno ai 550 milioni di euro.
Le sei farmacie comunali padovane fatturano circa 7,7 milioni, con un utile netto annuo di circa 400 mila euro. Un rendimento perfettamente in linea con il settore, perché al netto delle imposte e dei centomila euro circa corrisposti annualmente al Comune.
“La cessione di Pharmacoop” spiega Egidio Campari (nella foto), direttore delle Farmacie Comunali di Reggio Emilia ma anche membro dei cda delle società che controllano le 26 farmacie comunali di Padova, Modena, Bergamo, Sassuolo e Desio “è in fase avanzata di trattativa. Protagonista, insieme ad Alleanza 3. 0 e Coop Lombardia, è un operatore primario del settore, già attivo in passato in questo genere di operazioni. Ma ad oggi non è stato firmato alcun accordo vincolante, anche se le parti lavorano alla chiusura di un accordo già da circa sette mesi“.
L’operazione vede decisamente contrari i sindacati, che temono rischi per le condizioni contrattuali dei dipendenti (circa 30 solo a Padova) ma anche per la qualità del servizio reso dalle farmacie.  “La vicenda presenta per lo meno due elementi di forte criticità” ha dichiarato ai quotidiani locali , ga Marquidas Moccia, segretario della Filcams Cgil di Padova. “Da una parte assistiamo al rischio di una variazione del contratto dei lavoratori, finora garantiti da un Ccnl più ricco economicamente e più tutelante nei diritti. Dall’altra assistiamo al rischio di una modifica profonda della qualità del servizio offerto da farmacie che sono sempre state anche un importante presidio sanitario di quartiere. Con il nuovo passaggio di proprietà temiamo di dovere assistere a uno sdoganamento delle logiche più commerciali, sottraendo al territorio un servizio prezioso“.
Intanto, i dipendenti delle frmacie comunali (in attesa che abbia luogo l’incontro con il sindacato già chiesto dai sindacati)  si riuniscono oggi  in assemblea martedì per confrontarsi sullo stato dei fatti.