Aifa, rapporto su uso antibiotici in Italia: consumi sempre alti

Roma, 20 marzo –  L’Aifa ha reso disponibile il rapporto nazionale “L’uso degli antibiotici in Italia 2017” (scaricabile da questa pagina del sito dell’Agenzia), che  fornisce i dati di consumo e spesa degli antibiotici a livello nazionale e regionale.

Il rapporto, spiega l’Aifa,  consente di individuare aree di potenziale inappropriatezza e promuovere un confronto tra le Regioni finalizzato a migliorare le prescrizioni e l’uso di antibiotici. Propone inoltre un confronto europeo dei consumi sia in ambito territoriale che ospedaliero.

L’aumento delle resistenze (il fenomeno per cui i batteri resistono a quegli antibiotici che una volta erano in grado di sconfiggerli), favorito dal consumo inappropriato e dall’abuso degli antibiotici, rappresenta un problema di salute pubblica molto rilevante a livello mondiale, causando un incremento della mortalità, degenze ospedaliere prolungate e costi sanitari e sociali molto elevati.

L’Italia è tra i Paesi europei con i maggiori consumi (sebbene da alcuni anni il trend sia decrescente) e con i tassi più elevati di resistenza e multi-resistenza (resistenza di un batterio ad almeno quattro antibiotici di classi diverse). Nel 2017, ad esempio, il consumo globale di antibiotici in Italia – che, acquisti privati compresi, è pari a 25,5 dosi giornaliere per mille abitanti (DDD/1000 abitanti die) – è sceso dell’1,6% , anche se resta superiore alla media Ue, con forti differenze regionali che vedono il Sud del Paese, nonostante qualche miglioramento, continuare a detenere il primato dell’inappropriatezza nell’impiego. Anche la spesa pro capite nazionale (14,33 euro) si è ridotta rispetto all’anno precedente dell’1,7%.
Oltre l’85% delle dosi (21,8 Ddd/1000 abitanti die) sono state erogate a carico del Ssn. Il dato comprende sia gli antibiotici erogati in regime di assistenza convenzionata nelle farmacie di comunità sia quelli distribuiti dalle strutture sanitarie pubbliche. Spicca, tra gli altri, un dato: il 90% del consumo di antibiotici in regime di Sss (pari a 19,7 Ddd/1000 abitanti die) è dispensato nelle farmacie convenzionate, a conferma che gran parte dell’utilizzo degli antibiotici avviene a seguito della prescrizione dei medici di medicina generale o dei pediatri di libera scelta.

Il rapporto Aifa – che cotiene una ricca messe di dati di dettaglio sui profili di impiego degli antibiotici –  contribuisce alla sorveglianza dei consumi di questa classe di farmaci nell’uomo, attività prevista dal primo Piano nazionale di Contrasto dell’antimicrobico-resistenza (Pncar) 2017-2020. Il Piano è il documento d’indirizzo di cui l’Italia si è dotata per contrastare il fenomeno dell’antimicrobico-resistenza a livello nazionale, regionale e locale con un approccio globale one health (ambiti umano, veterinario e ambientale) secondo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità. Uno strumento a dir poco necessario e che si spera possa risultare sufficiente, a fronte di dati come quelli che emergono dal  recente studio dell’European Centre for Disease prevention and control (Ecdc), secondo i quali  nel 2015, nei Paesi dell’Unione europea e dello spazio economico europeo, si sono verificati 33.110 decessi su 671.689 casi di infezioni antibiotico-resistenti. Un terzo di quelle morti, purtroppo, si sono  registrate in Italia, a conferma del livello di gravità che il problema ha raggiunto nel nostro Paese.

 

• Aifa – L’uso degli antibiotici in Italia – Rapporto nazionale 2017