Tensioni sui vaccini, Salvini chiede proroga su scadenza di legge

Roma, 7 marzo – Come si sono affrettati a interpretare molti commentatori politici di diverso orientamento politico, si tratta con ogni probabilità di una mossa che ha il fine prevalente, se non esclusivo, di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dallo stallo del governo sulla questione Tav, fonte di grandi imbarazzi per  la maggioranza gialloverde.

Ma, ciò non di meno, il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini (nella foto) la mossa l’ha fatta, e non di poco conto, perché potrebbe ridare fiato e una qualche legittimazione alle polemiche del fronte anti-vaccinista.
La mossa in questione è la lettera che Salvini ha inviato a una collega di governo, la titolare della Salute Giulia Grillo, per chiederle di “prevedere il differimento degli obblighi in scadenza al 10 marzo”, termine entro il quale i genitori che hanno presentato l’autocertificazione dovranno dimostrare di aver effettivamente  vaccinato i propri bambini, pena l’esclusione dalle scuole dell’infanzia.

Sorvolando su ogni considerazione relativa all’invasione di campo del ministro dell’Interno, che ha palesemente sconfinato (ma non è una novità) in una materia non di sua diretta competenza,  non si può non rilevare come la sortita di Salvini, finalizzata – ha spiegato – dalla necessità di “garantire la permanenza dei bambini nel ciclo della scuola dell’infanzia, evitandone l’allontanamento e la decadenza dalle liste scolastiche, essendo ormai giunti alla conclusione dell’anno”, e ciò al fine di “evitare traumi ai più piccoli”  abbia suscitato nel mondo sanitario e scientifico e in quello della scuola un autentico tsunami di reazioni, in larghissima prevalenza di sconcerto e condanna. Valga per tutti il commento tranchant di uno dei front-man del contrasto alle teorie anti-vacciniste, l’immunologo Roberto Burioni, secondo il quale il ragionamento di Salvini sui traumi dei bambini equivale a dire “Pensiamo al trauma di chi viene escluso dall’autostrada perché guida ubriaco. Un ministro dell’Interno deve pensare alla sicurezza dei propri cittadini, però ricordiamo che questi bambini sono gli sfortunati figli di genitori incoscienti ed egoisti che seguono delle superstizioni. Salvini dice che bisogna garantire i diritti dei bambini che non sono stati vaccinati. E il diritto dei bambini malati di andare a scuola in tutta sicurezza e senza rischiare la vita non conta? Bambini troppo piccoli, bambini malati di leucemia o che stanno facendo terapie per malattie autoimmuni: loro non possono vaccinarsi e noi dobbiamo proteggerli. I vaccini – conclude Burioni– sono i farmaci più sicuri che abbiamo. Ormai è del tutto banale dirlo, eppure dobbiamo ancora dirlo”.
Ma l’unica replica a Salvini che conta veramente alla fine è quella della ministra Grillo, destinataria della  richiesta del vicepremier di differimento della scadenza ormai prossima del 10 marzo. La titolare della Salute ha evitato di aprire polemiche frontali, limitandosi a richiamare il contratto di governo stipulato da Lega e M5s.  L’intento comune è di superare il decreto Lorenzin sui vaccini obbligatori, una legge che noi riteniamo abbia alcune importanti lacune” si è limitata a dire la ministra a Reggio Calabria, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla lettera di Salvini per concludere che “come è giusto che sia, sarà il Parlamento a superare quella legge”.

Posizione confermata anche nelle risposte alle ulteriori e più specifiche domande sulla proroga richiesta da Salvini: “C’è un contratto di governo che noi stiamo rispettando con la legge che è in discussione in queste ore al Senato” ha precisato ancora Grillo “e sono convinta che entro aprile riusciremo ad approvarla anche alla Camera”.