Antibioticoresistenza, mozione di Mandelli per sollecitare il Governo

Roma, 23 luglio – Sostenere con interventi mirati e  maggiori risorse finanziarie la ricerca pubblica finalizzata allo studio “di nuove molecole ad attività antibatterica o di associazioni di molecole già note o di strategie terapeutiche innovative mirate al superamento dell’antibiotico-resistenza dei ceppi batterici, causa di infezioni”. Ma, anche prevenire le infezioni ospedaliere con opportune iniziative, potenziare le iniziative volte a proteggere il consumatore dai rischi derivanti dall’utilizzo degli antibiotici nella filiera alimentare e adottare iniziative per scoraggiare il ricorso agli antibiotici negli allevamenti come additivi promotori della crescita animale, promuovere la realizzazione di specifici percorsi formativi per i medici, i farmacisti e gli altri professionisti sanitari coinvolti, incentrati sulle strategie di prevenzione delle resistenze.

Questi alcuni degli impegni (otto in tutto) richiesti al Governo dalla mozione n. 1-00022, primo firmatario il deputato di Forza Italia Andrea Mandelli (insieme ai colleghi Claudio Pedrazzini, Roberto Bagnasco, Stefano Mugnai, Roberto Novelli, Giuseppina Versace e Roberto Occhiuto) presentata alla Camera nella seduta del 18 luglio scorso, per contrastare l’antibioticoresistenza, problema di salute pubblica che nel nostro Paese ha raggiunto livelli particolarmente preoccupanti e causa circa 7mila morti l’anno e sul quale Mandelli si era già più volte impegnato in prima persona  anche nella passata legilsatura.

La mozione esplicita anche la richiesta di “assumere iniziative volte a prevedere l’istituzione di osservatori a livello territoriale con riferimento alle resistenze dei batteri responsabili di infezioni extra-ospedaliere”  e, tenuto conto che l’uso inappropriato degli antibiotici e il loro eccessivo consumo è alla base del diffondersi dell’antibiotico resistenza, “a promuovere la ricerca nel settore dei test rapidi che permettano di individuare la natura e l’origine delle infezioni, così da impiegare gli antibiotici solo quando effettivamente necessari e nel modo più mirato possibile”.