Assemblea nazionale Federfarma, oggi di scena la remunerazione

Roma, 8 ottobre – Preceduta da un serratissimo dibattito, si terra oggi a Roma l’Assemblea nazionale di Federfarma, chiamata a occuparsi di due temi assolutamente vitali per il futuro delle farmacie di comunità, la riforma della remunerazione e il rinnovo della convenzione, oltre che delle proposte di modifica alle norme statutarie del sindacato.

Soprattutto il primo tema, la riforma della remunuerazione, nei giorni scorsi, è stato al centro di vivaci polemiche e prese di posizione, culminate in una diffida di Federfarma Lombardia al sindacato nazionale a inviare qualsiasi proposta di nuovi schemi retributivi agli interlocutori istituzionali senza prima un passaggio e un esame in Assemblea nazionale. A muovere il sindacato dei titolari lombardi le anticipazioni sui contenuti dello schema di nuovi compensi elaborato da Federfarma al termine di un intenso lavoro portato a termine nel corso dell’estate sulla base di uno studio Iqvia (peraltro non reso noto nella sua interezza alle articolazioni territoriali del sindacato) sulla prevedibile evoluzione dello scenario economico del settore da qui al 2024.

Lo schema in questione, anticipato dal nostro giornale lo scorso 30 settembre, prevede un sistema misto, con una quota fissa di dispensazione e una quota percentuale calcolata sul prezzo. La  quota fissa è articolata in tre fasce diverse, secondo il prezzo dei farmaci: alle farmacie andrebbero 0,50 euro per i farmaci da o a  4 euro, 1,70 euro per i farmaci da 4 a 11 euro e 2,60 per i farmaci con prezzi superiori agli 11 euro.  La quota percentuale prevede invece una sola aliquota (pari al 7%) per tutti i farmaci, indipendentemente dal loro prezzo. La formulazione di tre fasce di prezzo per la quota fissa, spiega la proposta, “si è resa necessaria … per attenuarela sproporzione tra il prezzo al pubblico e il rimborso in regime convenzionato per i farmaci a basso prezzo”. A integrare la retribuzione intervengono poi 0,10 euro di quota premiale per i soli farmaci non soggetti a sconto Ssn (generici e originator con prezzo pari a quello di riferimento) e le quote aggiuntive (0,40 e 0,50 euro) applicabili soltanto alle farmacie agevolate per legge.

Schema e cifre che, appunto, hanno provocato la levata di scudi di Federfarma Lombardia (ma anche i rilievi critici di Federfarma Trapani), tanto da suggerire a Federfarma (in un primo momento intenzionata a inviare subito la proposta di nuova remunerazione ai referenti istituzionali) a limitarsi alla trasmissione di una lettera di annuncio, rinviando l’invio del documento completo a dopo l’Assemblea di oggi.

Nel corso della quale, peraltro, si apprenderanno finalmente le cifre “vere” della proposta elaborata da Federfarma, che potrebbero differire (secondo quanto lasciato intendere nei giorni scorsi dei vertici del sindacato) da quelli resi noti in sede di Consiglio delle Regioni e poi fatti circolare dal nostro e altri giornali. Oggi si conosceranno le eventuali differenze sui numeri, mentre non si attendono sorprese sulla struttura e l’impianto del nuovo schema di remunuerazione, che riguarderà i farmaci della sola farmacia convenzionata, lasciando al di fuori Dpc e distribuzione  diretta, partite che – spiega Federfarma – si giocano su un altro campo.

In ogni caso, come riferito ieri da RIFday, il lavoro portato avanti da Federfarma sulla remunerazione non ha incassato soltanto le critiche di cui si è detto, ma anche l’apprezzamento e il sostegno di diversi sidancati regionali e provinciali. Alle lettere, già segnalate, inviate nei giorni scorsi dalle unioni regionali di Emilia Romagna, Piemonte, Lazio, Liguria e Puglia, si sono aggiunte quelle di Federfarma Vibo Valentia, che ha voluto esprimere  “pieno sostegno all’intero Consiglio di Presidenza, in modo particolare ai due Presidenti Cossolo e Pagliacci che di sicuro faranno di tutto per salvaguardare la farmacia in generale ed in modo particolare le rurali e quelle a basso reddito che, ad oggi, sono considerate le farmacie di frontiera. Sono sicuro – si legge nella lettera a firma del presidente Massimo De Fina – che le proposte formulate vadano nella giusta direzione per la sostenibilità e lo sviluppo della farmacia italiana”.
Un endorsement è arrivato anche dal consiglio direttivo di Federfarma Ascoli, presieduto da Pasquale D’Avella, con la piena condivisione della  proposta di remunerazione avanzata da Federfarma.