Assofarm, Gizzi resta presidente: “Contrari alle farmacie-negozio, non alle catene”

Roma, 15 maggio – “Una scelta di continuità nell’interesse delle farmacie comunali italiane. In un momento caratterizzato dalla presenza di dossier vitali per il nostro futuro, dal rinnovo della convenzione alla nuova remunerazione, le farmacie comunali scommettono sul proprio gruppo dirigente”.

Questo il primo commento di Venanzio Gizzi (nella foto), dopo la sua conferma all’unanimità alla guida di Assofarm, la federazione aazionale delle farmacie comunali. L’Assemblea federale ha confermato anche i membri ancora in carica della Giunta. Ad affiacare Gizzi saranno dunque ancora  i vicepresidenti Luca Pieri e Roberto Rava e i consiglieri Egidio Campari, Mario Corrado, Domenico Della Gatta, Andrea Inserra, Alessandro Menapace, Alessio Poli, Virgilio Puletti, Angelo Stefanori e Sergio Zingoni.

Dopo una netta critica all’instabilità politica, tanto del Paese quanto delle istituzioni di settore, vista come il principale fattore di rallentamento delle riforme, la relazione di bilancio di Gizzi si è concentrata sui principali fronti di sviluppo interno di Assofarm, tra i quali figurano un convinto impegno a diffondere le società benefit come modello giuridico ideale per le farmacie comunali, la firma di un contratto di lavoro dei farmacisti comunali più allineato ai nuovi scenari che si affacciano all’orizzonte delle farmaci italiane e la volontà di realizzare il recente protocollo d’intesa con Anci rafforzando l’integrazione fra il servizio farmaceutico comunale e le amministrazioni locali.

“Uno dei temi più vivaci” dichiara Gizzi a margine dei lavori assembleari “è la posizione di Assofarm riguardo la legge sulla concorrenza. Le nostre posizioni sono chiare, e nate da un lungo dibattito interno alla federazione che, è bene ricordarlo, accoglie anche multinazionali del farmaco. È grazie a questo dibattito e a questa pluralità che abbiamo potuto sviluppare opinioni precise ma mai ideologiche. Siamo contro una farmacia-negozio-del farmaco perché non è in linea con la storia sanitaria del Paese, ma non saremo mai contro le catene di farmacieafferma il presidente di Assofarm. “Non lo siamo perché per noi il punto non sta nella proprietà, ma nel cosa fa la farmacia, nel come lo fa e nel chi lo fa al suo interno. Insomma, condividiamo pienamente la linea espressa in diverse occasioni dai vertici di alcune multinazionali nostre associate: mettere sempre al centro dei nostri sforzi il farmacista e il suo ruolo. Se questo è l’obiettivo condiviso da tutti i player della distribuzione del farmaco, la concorrenza non potrà che fare benissimo alla farmacia italiana”.