Le proposte Assogenerici per la nuova governance in materia di farmaci

Roma, 19 settembre – Entro il 2023 andranno in scadenza di brevetto farmaci che determinano una spesa di 3,1 miliardi di euro l’anno; nel triennio 2018 – 2020, con l’arrivo dei farmaci equivalenti di diverse molecole in scadenza di brevetto, si raggiungeranno risparmi cumulati superiori a 800 milioni di euro. Mentre sul fronte dei biologici, tra il 2018 e il 2022 perderanno la protezione brevettuale sette molecole (adalimumab, trastuzumab, bevacizumab, insulina lispro, ranibizumab, teriparatide, pegfilgrastim) che oggi vantano un mercato annuale di circa 1 miliardo di euro. Questi alcuni dei dati scaturiti ieri dall’Assemblea pubblica di Assogenerici, tenutasi a Roma alla rpesenza di un folto pubblico di addetti ai lavori e rappresentanti della politica e delle istituzioni.

La diminuzione della spesa farmaceutica documentata dai dati Aifa è stata ottenuta grazie al fatto che la maggior parte dei farmaci utilizzati ogni giorno a carico del Ssn sono medicinali a brevetto scaduto” ha sottolineato il presidente Enrique Häusermann (nella foto) “Ma per ottenere un mercato efficiente per questi prodotti servono scelte politiche adeguate, capaci di incoraggiare domanda e offerta: bisogna agire sia sui meccanismi della competizione, garantendo un rapido accesso al mercato,  sia sulla comunicazione indirizzata a medici e pazienti” . E, al riguardo, il presidente di Assogenerici non ha ovviamente mancato di elencare le proposte di nuova governance della sua associazione, espressamente rivolte al tavolo tecnico che se ne sta occupando, istituito nello scorso mese di luglio dalla ministra della Salute Giulia Grillo.

Si tratta di nove punti, elencati con puntiglio e chiarezza:  1) compensazione trasversale tetti–fondi, mantenendo ogni avanzo nel capitolo della spesa farmaceutica; 2) revisione del pay back con criteri di equità e certezza (ripiani per quota di mercato impresa; sfondamento innovativi e orfani a regole attuali); 3) reinvestire nella farmaceutica tutti i risparmi derivanti da equivalenti e biosimilari; 4) prevedere l’obbligo di riapertura della gara ospedaliera all’avvento del primo equivalente; 5) disegnare capitolati di gara che garantiscano prevedibilità e sostenibilità delle forniture
(anti–carenza); 6) rivedere il Pht, uniformando l’elenco dei farmaci in distribuzione diretta e per conto ed escludendo i farmaci fuori brevetto di normale utilizzo nell’assistenza territoriale; 7) eliminare il patent linkage; 8) semplificare le procedure autorizzative e negoziali dei farmaci equivalenti
9) sostenere l’adozione dell’Spc Waiwer (deroga che consentirebbe la produzione di medicinali generici durante la vigenza del certificato di protezione complementare, in sigla appunto Spc, ai soli fini dell’esportazione nei mercati dove questo sia scaduto o non sia in vigore, NdR) sia per l’export sia per lo stoccaggio, eliminando i paletti oggi previsti nella proposta della Commissione Ue.

“Le nostre aziende vogliono continuare a svolgere il proprio ruolo di generatore di risorse svolto fino ad oggi” ha affermato Häusermann. “Perché ciò accada è necessario che il tavolo per la riforma della governance farmaceutica ascolti anche la voce del sistema produttivo, senza pregiudizi. Il nostro auspicio”  ha quindi concluso il presidente di Assogenerici  “è quello di poter avviare a quel tavolo un aperto confronto su un Patto di stabilità pluriennale basato sull’individuazione e condivisione di politiche di acquisto pubblico sostenibili”.

A prendere buona nota delle richieste dei produttori di farmaci equivalenti è stato il presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato Pierapolo Sileri, che ha garantito da parte della maggioranza di governo l’ascolto richiesto dal presidente Häusermann: “Proprio quest’anno il Ssn compie 40 anni, ma sembra un malato cronico” ha detto Sileri, citando come prima “patologia” del sistema le profonde differenze del servizio sanitario tra Regione e Regione. “I cittadini vogliono risposte e soluzioni ai problemi e noi cercheremo di darle, ascoltando tutti, perchè la sanità è per definizione democratica, è il settore dove, più che in ogni altro, hanno  significato le parole democrazia e uguaglianza. Il problema della sostenibilità del sistema è evidente, così come la necessità di recuperare risorse introducendo più efficienza e risparmi. Ma i risparmi, poi, deve essere reimmessi in sanità, non andare altrove. E questo sarà il nostro impegno, e posso dirvi che per portarlo a compimento vi riteniamo partner essenziali”.

Un intervento molto apprezzato da Häusermann, come testimoniato dai rigraziamenti e dallo scambio finale di batture: “La prendiamo in parola e consideriamo il suo un impegno” ha detto il presidente di Assogenerici: “Difficile negare che lo sia, visto che l’ho assunto davanti ad almeno 200 persone” ha risposto Sileri.