Assosalute: “Farmaci di automedicazione, un 2018 positivo”

Roma, 29 gennaio – Buon andamento delle vendite, il migliore dal 2015, con fatturati pari a quasi 2,5 miliardi di euro: per i farmaci da automedicazione, il 2018 è stato decisamente un anno positivo, con una crescita dei ricavi del 2,7%, anche se i  consumi (poco più di 277 milioni di confezioni) restano stabili e anzi registrano una flessione, sia pure leggerissima, (-0,4%), rispetto al 2017.
Questi i dati più significativi, registrati ed elaborati da Iqvia, diffusi ieri da un comunicato stampa di Assosalute, l’Associazione nazionale dei produttori di farmaci di automedicazione, che fa parte di Federchimica,
Dopo un biennio di fatturati e consumi in diminuzione, osserva Assosalute, il mercato dell’automedicazione mostra segnali di ripresa grazie alla maggiore diffusione delle sindromi influenzali e da raffreddamento nel corso della stagione influenzale 2017/2018 che ha registrato l’incidenza più elevata dalla stagione 2004/2005. L’andamento dei consumi conferma, quindi, come i trend del mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione siano comunque strettamente collegati, sul breve periodo, alla stagionalità e quanto, più in generale, siano determinati dalla comparsa di specifici disturbi, mentre la spesa beneficia della variazione del mix di consumo verso nuovi prodotti e nuove confezioni.
Nonostante il mercato rilevi segnali di innovazione in termini di diversificazione dell’offerta e lanci di nuovi prodotti, risente però strutturalmente sia della diversa propensione alla spesa out of pocket tra il Nord e il Sud del Paese, sia della mancanza dell’allargamento dell’offerta a nuove aree terapeutiche e a principi attivi non ancora disponibili come farmaci OTC in Italia, a differenza di quanto avviene in molti altri Paesi europei.
“Il 2018 ha segnato la ripresa del settore italiano dei farmaci senza obbligo di ricetta, una crescita che, per quanto condizionata dalla minore o maggiore incidenza dei malanni di stagione, rende merito alle aziende del comparto che investono quotidianamente nell’innovazione dei dosaggi e delle formulazioni per migliorare costantemente il profilo di efficacia e sicurezza che caratterizza i farmaci di automedicazione” commenta il presidente di Assosalute Maurizio Chirieleison. “I medicinali da banco sostengono la salute dei singoli e possono dare un contributo importante anche alla ridefinizione della governance farmaceutica e alla sostenibilità del Ssn. Per questo – continua l presidente di Assosalute –resta fondamentale un allineamento del mercato dell’automedicazione italiano a quello europeo  che permetterebbe, insieme ad azioni condivise di informazione ed educazione e a  una corretta gestione della crescente autonomia in tema di salute e benessere, di liberare risorse pubbliche”.
Obiettivo che, conclude Chirieleison, “implica la valorizzazione economica, sociale e industriale del settore e delle caratteristiche distintive dei farmaci Otc rispetto agli altri prodotti per la salute presenti sul banco del farmacista, ma che farmaci non sono”.
Proprio ai prodotti notificati a connotazione farmaceutica il comunicato stampa riserva un passaggio critico: è anche se non soprattutto la loro concorrenza (ritenuta evidentemente non del tutto leale, in ragione delle “mentite spoglie” di questi prodotti) una delle cause della contrazione dei consumi sul lungo periodo degli Otc.  Integratori, prodotti erboristici, omeopatici eccetera sono infatti  spesso confusi dai consumatori con i farmaci da banco e ne erodono le quote di mercato, grazie ad un trend di crescita ormai consolidato e che si conferma anche nel 2018: +2,6% e +5,0% rispettivamente l’aumento dei consumi (per quasi 292 milioni di confezioni) e dei fatturati (per un giro d’affari complessivo di 4,2 miliardi di euro).
Guardando alle vendite delle due categorie in cui è suddivisa la classe dei farmaci senza obbligo di ricetta (specialità di automedicazione o Otc, e farmaci Sop)  si osservano trend similari ma migliori per gli Otc: i consumi restano sostanzialmente stabili, per quanto di segno negativo, per i primi (-0,2%) e sono in contrazione, seppur di misura, per i secondi (-0,9%), mentre i fatturati presentano un andamento decisamente più dinamico per gli Otc – che fanno registrare un +3,3% – rispetto al debole +1,0% dei Sop.
Per il resto, si consolidano le dinamiche competitive tra i diversi canali di vendita: la farmacia detiene una quota di mercato pari al 91,0% a volumi e
al 92,4% a valori. Diminuisce lievemente la quota di mercato dei corner della Grande dDistribuzione oOrganizzata a favore soprattutto delle parafarmacie, che cumulano una quota di mercato del 5,9% a volumi e del 5,3% a valori (era del 5,6% e del 5,1% rispettivamente nel 2017) anche grazie a un buon andamento delle vendite, invece, in forte contrazione per i corner Gdo.