Bertolazzi: “Pillola contraccettiva, potrebbe tornare a carico del Ssn”

Roma, 29 ottobre – La pillola anticoncezionale potrebbe entrare nei Livelli essenziali di assistenza e tornare quindi ad essere dispensata a carico del  a Ssn, almeno per le “categorie di popolazione caratterizzate da una maggiore fragilità”. A prefigurare l’ipotesi è stato il sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi (nella foto),  rispondendo a un’interrogazione presentata in Commissione Affari sociali da Michela Rostan (Leu)

La deputata, dopo aver evidenziato alcune incongruenze rlaltive ai Lea, che ad esempio prevedono l’erogazione gratuita da parte della Asl al cittadino, dietro prescrizione medica, di alcuni ausili per la cura e la protezione personale, tra cui, per esempio, gli assorbenti igienici per l’incontinenza, ma non comprendono alcun mezzo contraccettivo, chiedeva al Ministro della Salute di valutare iniziative per per garantire “l’accesso gratuito e universale alla contraccezione, come già previsto dalla legge n. 194 del 1978, includendo i contraccettivi tra gli ausili per la cura e la protezione personale erogabili gratuitamente e prevedendone la distribuzione nei consultori come previsto dalla legge n. 405 del 1975“.
A rispondere in XII Commissione è stato appunto il sottosegretario Bartolazzi, rendendo noto che l’Aifa ha in corso “un approfondimento, finalizzato a individuare i farmaci anticoncezionali caratterizzati dal miglior profilo beneficio/rischio da ammettere alla rimborsabilità, al fine di garantirne un equo accesso”. Affermazione che suona di fatto come un’apertura alla prospettiva di un ritorno alla rimborabilità della “pillola”.

Bartolazzi ha anche spiegato che, nell’ambito dell’approfondimento in corso, Aifa ha incontrato anche le maggiori società scientifiche italiane di ginecologia ed endocrinologia, “per discutere i termini di regolamentazione della prescrizione e della rimborsabilità dei farmaci contraccettivi sistemici, soprattutto nell’ottica di assicurare la copertura da parte del Ssn in favore di categorie di popolazione caratterizzate da una maggiore fragilità”. La valutazione, ha informato il sottosegretario, “è tuttora in corso”.