Bonaccini: Da acquisti centralizzati le risorse per abolire i superticket

Roma, 8 ottobre -Eliminare i superticket?  In Emilia Romagna lo abbiamo già fatto, spazzando via  “per tutti i redditi inferiori ai 100mila euro un elemento di iniquità che rappresenta per molte famiglie un ostacolo alla fruizione delle cure”.  Lo ha dichiarato nei giorni scorsi, in diverse occasioni, il presidente della regione emiliana Stefano Bonaccini (nella foto), spiegando anche che “ora bisogna fare di più e dobbiamo farlo per tutto il Paese”.

Per liberarsi dell’iniquo balzello, però, servono risorse, quantificate dal ministro della Salute Roberto Speranza in 550 milioni  (“Ma visto che 60 sono già stati messi l’anno scorso, servono in realtà 490 milioni”, ha spiegato il titolare del dicastero).  Soldi che Bonaccini ha idea di dove andare a reperire: “La centrale unica degli acquisti per beni e servizi ha permesso alle 14 aziende sanitarie della nostra Regione di risparmiare 680 milioni di euro negli ultimi quattro anni” ha detto il governatore emiliano. Ed sono appunto quelle risorse che hanno consentito di fare a meno del gettito del superticket, dal quale come detto sono state escluse tutte le famiglie sotto i 100mila euro di reddito.

Il presidente della Conferenza delle Regioni, insomma, sembra suggerire anche alle altre Regioni una “via emiliana” (peraltro usata doviziosamente anche in altre Regioni, a partire dal Piemonte) per il contrasto alle iniquità sanitarie: aumentare la quota degli acquisti centralizzati con procedure di gara di tutti i beni necessari alla sanità, dai materiali protesici ai sistemi professionali per la misura rapida della glicemia, dai fili di sutura e le suturatrici meccaniche ai prodotti ai prodotti nutrizionali pediatrici speciali e via enumerando. Senza, ovviamente, dimenticare i beni più appetibili. ovvero i farmaci. Che – una volta comprati alle migliori condizioni – vanno poi dispensati, possibilmente ricorrendo a piene mani alla distribuzione diretta, sempre in nome di presunti risparmi, come si fa appunto in Emilia Romagna.

Anche quando ci sono in gioco misure condivisibili, qual è appunto l’abolizione del superticket, obiettivo che sta molto a cuore del ministro Speranza, converrà dunque prestare molta attenzione alle modalità della loro eventuale realizzazione: in molte regioni, le ragioni degli “economicisti”  hanno da tempo surclassato quelle della sanità e quelle degli stessi economisti. Con conseguenze sempre e regolarmente negative per la sostenibilità del servizio farmaceutico territoriale assicurato dalle farmacie di comunità. Converrà fare attenzione, e molta.