Bonaccini: Sanità, da Grillo vogliamo sapere i numeri reali del Fsn 2019

Roma, 8 ottobre – “Il 18 ottobre incontreremo la ministra Giulia Grillo nella sede della Conferenza delle Regioni per conoscere i numeri reali della sanità, partendo dalla constatazione che un miliardo di aumento del Fondo sanitario era già stato stabilito dal precedente Governo. Auspichiamo
quindi che l’incremento di cui la ministra ha parlato sia realmente aggiuntivo, visti gli ulteriori costi che dovremo affrontare per il rinnovo del contratto di lavoro e per i nuovi farmaci”.
Lo ha dichiarato Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, al termine del primo confronto  con il governo in materia di manovra, tenutosi venerdì scorso con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, e i sottosegretari al ministero dellEconomia e Finanze, Massimo Garavaglia e Laura Castelli.

Il riferimento di Bonaccini, come è noto, è alle cifre che la manovra di bilancio in corso di elaborazione destinerà alla sanità, sulle quali continua a permanere un’ambiguità ancora non chiarita, relativa al presunto aumento di un miliardo del Fsn 2019 rispetto al 2018, più volte annunciato dalla stessa titolare della Salute. Ancora non è chiaro – né la stessa ministra lo ha fin qui chiarito – se il miliardo in più altro non è che quello già previsto a fine 2017 nel bilancio pluriennale dello Stato, che appunto fissava il Fsn 2019 a 114,4  miliardi, uno in più dei  113,4  del 2018, oppure se si tratta di un ulteriore supplemento di finanziamento.

Di questo, appunto, le Regioni chiederanno conto e chiarimenti alla ministra Grillo, che nelle sue dichiarazioni pubbliche, prova a rassicuare sul punto: “Voglio tranquillizzare i cittadini” ha dichiarato ad esempio venerdì scorso nel corso della trasmissione Tagadà di La7. “Tutte le cose che sentono sono strumentalizzazioni politiche. Con me alla sanità tagli alla sanità non ce ne saranno, partiamo almeno dal miliardo preventivato e aggiungeremo ulteriori risorse, grazie all’aumento, nella nota di aggiornamento al Def, del rapporto tra spesa sanitaria e Pil”. Il che è indubbiamente una buona notizia: l’aumento al quale fa riferimento la ministra è fissato in un decimale di punto, 0,1%, con la spesa sanitaria, nel 2019, pari al 6,5% del Pil. Indubbiamente è già qualcosa, anche se bisogna necessariamente osservare che rispetto alla crescita presunta del prodotto interno lordo fissata dal Governo la spesa sanitaria cresce molto meno.

Da qui la necessità che tutte le Regioni e l’intero sistema sanitario italiano rappresentano con forza al Governo, soprattutto per fare fronte alle priorità per la sanità di cui dovrà (o almeno dovrebbe) occuparsi il governo nella Legge di Bilancio 2019.  Pur senza considerare le risorse  per fare fronte ai potenziali effetti del contenzioso sul payback e le voci relative a ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico (che richiedono entrambe un piano pluriennale di investimenti), per il Fondo sanitario 2019,  secondo le stime di una recentissima analisi della Fondazione Gimbe, servirebbero infatti almeno 4 miliardi aggiuntivi, stimando realisticamente in 1,2 miliardi l’impatto dei nuovi Lea per sbloccare i nomenclatori tariffari e considerando le voci (rinnovo del contratto di lavoro e nuovi farmaci) richiamate da Bonaccini.

Tornando all’incontro tra quest’ultimo e i sottosegretari, il presidente delle Conferenza ha riferito di aver posto al Governo – oltre a quella della sanità – un’altra grande priorità e due riflessioni su temi urgenti.  “La prima grande questione è la necessità di rilanciare investimenti nel Paese” ha detto Bonaccini. “Abbiamo bisogno di ridare ossigeno ai territori e alle economie locali che sono il vero traino della nostra economia. Per farlo abbiamo fatto al Governo alcune proposte, prospettando anche concrete ipotesi tecniche per liberare spazi finanziari per una politica di investimenti più ambiziosa. Ci aspettiamo un riscontro positivo, visto che il Governo ha promesso un piano straordinario di opere”.
I settori “drammaticamente urgenti” sui quali le Regioni sollecitano la riflessione del Governo nazionale sono quelli del dissesto idrogeologico e dell”edilizia scolastica, prima gestiti dalla struttura Italia Sicura. “Cè bisogno di un intervento urgente del Governo per la riattivazione di strumenti altrettanto efficaci” ha sollecitato al riguardo Bonaccini.