Capri Pharma, il futuro della farmacia passa da lavoro e previdenza

Roma, 8 aprile – “Non hanno vinto solo i numeri ma soprattutto la qualità, la competenza, la consistenza dei dibattiti e degli interventi nei tanti eventi convegnistici”. Questa la sintesi con la quale Enzo Santagada, presidente dell’Ordine di Napoli (nella foto), e Raffaele Marzano, responsabile sicentifico dell’evento, restituiscono senso e significato di Capri Pharma 2019, la manifestazione professionale che dal 5 al 7 aprile ha fatto della mondanissima isola del Golfo di Napoli la capitale della farmacia italiana.

Dai lavori, dedicati a un tema suggestivo, il  “futuro remoto” della farmacia e finalizzati a un confronto e una riflessione tra tutti gli attori del mondo della farmacia italiana ed europea sui percorsi di cambiamento della professione farmaceutica, nel rispetto dei valori professionali e di servizio sempre espressi nel corso di una storia ormai plurisecolare, sono emersi contenuti di grande rilievo, primo tra tutti la disponbilità del mondo della farmacia ad accettare le sfide del futuro e un’inedità capacita di ascolto delle istituzioni per superare le incomprensioni del passato e accogliere l’esigenza di adeguamento di una professione cruciale per la salute dei cittadini.

Di particolare interesse si è rivelata la sessione dedicata, nel pomeriggio di venerdì 7, al tema della previdenza di categoria, argomento non di rado soggetto ad approcci informativi caratterizzati da una certo grado di approssimazione. Gli organizzatori di Capri Pharma lo hanno invece voluto portare al centro della discussione, in considerazione del  suo interesse diretto per i destini dell’intera professione, nella consapevolezza che una più compiuta conoscenza delle problematiche della previdenza e dell’assistenza di categoria è un diritto (ma anche un dovere) di ogni iscritto.

A Capri, l’Enpaf – che negli ultimi mesi e per il prossimo futuro ha messo in agenda uno sforzo supplementare sul terreno dell’informazione agli iscritti – ha appunto voluto cogliere l’occasione per un’ampia panoramica dei problemi previdenziali e assistenziali della cateogria, oggi più avvertiti in ragione della crisi che colpisce anche la professione farmaceutica, a partire da quello del lavoro. E proprio per assicurare un sostegno economico per incentivare l’occupazione nelle farmacie e promuovere il lavoro a tempo indeterminato per under-30 e over-50 (se disoccupati da
almeno sei mesi), l’ente di previdenza di categoria ha recentemente adottato alcune specifiche  misure che sono state illustrate nel corso dell’incontro caprese.
Le misure, che entreranno in vigore da settembre 2019, puntano a facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani e neolaureati e a favorire il reinserimento di professionisti senza occupazione.
“Oggi le farmacie rappresentano l’unico vero presidio sanitario distribuito in modo capillarem sul territorio nazionale, grazie all’esperienza e alla professionalità dei farmacisti”  ha spiegato Emilio Croce, presidente dell’Enpaf. “Si tratta di una realtà professionale che la Cassa di previdenza di categoria vuole tutelare in ogni sede, istituzionale e rappresentativa. Per questo siamo aperti a un dialogo costruttivo con tutti gli attori del settore, con l’obiettivo di difendere la centralità del ruolo del farmacista, a partire dal rafforzamento dell’occupazione”.
Il contributo promosso dall’Enpaf punta a favorire la creazione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato – sia come nuove assunzioni sia per la trasformazione di precedenti rapporti a termine – e sarà destinato a farmacisti titolari di farmacia o parafarmacia, e a società di gestione di farmacie private a patto che la maggioranza delle quote di partecipazione appartengano a farmacisti iscritti all’Enpaf.
La cassa di categoria svolgerà anche un ruolo chiave nella supervisione e nella buona gestione delle risorse, con un’attività di monitoraggio volta a garantire la trasparenza e la correttezza dellerichieste di contributo e delle assunzioni generate. L’incentivo infatti viene riconosciuto ai
rapporti di lavoro con anzianità minima di 8 mesi e per una durata massima di 36 – purché continuativi – con un contributo crescente a seconda della durata del rapporto.
L’Enpaf ha ribadito la necessità che il Governo accenda i riflettori sulle istanze provenienti dal mondo dei professionisti e dei corpi intermedi, commentando i potenziali effetti del Decreto Crescita approvato “salvo intese” dal Consiglio dei Ministri: “Devo esprimere la mia preoccupazione rispetto alla previsione contenuta nell’art. 13 bis, che mira a incentivare gli investimenti da parte delle Casse professionali in economia reale e nel ventur capital, sulla base di una percentuale rapportate al patrimonio degli Enti” ha affermato al riguardo Croce.  “È evidente che se la misura venisse confermata dal Parlamento, difficilmente le Casse – e quindi anche l’Enpaf – investirebbero con percentuali cosi significative in operazioni che presentano profili di rischio elevati, e questo anche se con tale scelta venissero meno, come stabilito dal provvedimento governativo, le agevolazioni sui nuovi investimenti qualificati”.
Capri Pharma è stata anche l’occasione per offrire una panoramica dei principali servizi assistenziali e previdenziali che ENPAF assicura ai suoi iscritti, affidata agli interventi del direttore generale Marco Lazzaro e del dirigente dell’Ufficio Prestazioni, Paolo Giuliani.
“Serve costruire sinergie e un percorso comune con le istituzioni: con le giuste misure molti più giovani potrebbero trovare posto nel mondo delle professioni”  ha affermato lazzaro. “I servizi di previdenza eassistenza dell’Enpaf, dalle pensioni alla maternità, dalle borse di studio fino al sostegno all’occupazione, sono finalizzati alla costruzione di un welfare sempre più dinamico e ingrado di far fronte ai nuovi bisogni dei nostri iscritti, giovani e meno giovani, e di favorire una crescita equa e sostenibile del Paese”.