Caregiving, il peso è sulle donne: 86 su 100 curano i familiari malati

Roma, 30 novembre – Il welfare sanitario? A garantirlo sono più le famiglie che lo Stato e a farsene carico sono quasi esclusivamentele donne. Sono infatti loro a “prendersi cura” di familiari ammalati, figli, partner o più spesso genitori con diversi gradi di intensità. Un compito di cui si fanno carico ben 86 donne su 100: un terzo di queste si occupa dei propri cari senza aiuti, la metà circa ricorre a collaborazioni saltuarie in famiglia e soltanto nel 14% dei casi ci si avvale di un aiuto esterno. Per le donne lavoratrici la situazione si aggrava ulteriormente, dal momento che solo una su 4 può avere accesso al part-time, allo smart working o agli asili assistenziali.

Questo il quadro che scaturisce dall Libro bianco 2018 La salute della donna – Caregiving, salute e qualità della vita realizzato da Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere presieduto da Francesca Merzagora (nella foto), grazie alla collaborazione di Farmindustria, presentato ieri a Roma.

Giunto alla sesta edizione, il Libro bianco, che tradizionalmente fotografa lo stato di salute delle donne italiane, quest’anno dedica un approfondimento al caregiving proprio per il suo impatto sulla salute e sulla qualità della vita e per il suo valore sociale. Il carico di lavoro che il caregiver (anzi, visti i numeri: la caregiver) si trova ad affrontare quotidianamente, che va dall’accudimento generale a compiti propriamente infermieristici come eseguire medicazioni e somministrare farmaci a mansioni burocratiche, ha infatti un forte impatto sulla salute psicofisica e sullo stile di vita: in molte trascurano la propria salute anteponendo quella della persona che accudiscono e si trovano così a rimandare visite mediche, controlli ed esami, a seguire un’alimentazione scorretta, privandosi spesso di una regolare attività fisica e del giusto riposo notturno.

Inoltre, a livello psichico hanno un forte carico di stress che può rivelarsi attivatore di malattie e depressione, fino ai casi più estremi dove la caregiver può sperimentare la sindrome del burnout, uno stato di esaurimento emotivo, mentale e fisico causato da uno stress prolungato nel tempo legato a un carico eccessivo di lavoro e problemi familiari. In aggiunta, il cambiamento di abitudini e la mancanza di tempo libero modificano le relazioni affettive e familiari portando all’isolamento.

E quando sono le donne a stare male? Nel 46% dei casi di problemi lievi di salute e nel 29% delle situazioni più gravi, la donna si prende cura di sé stessa da sola. Ben il 68% delle donne, con alto tasso di coinvolgimento nel caregiving, è totalmente autonoma nella gestione delle proprie problematiche di salute, talvolta anche fortemente invalidanti.