Carenze, Grillo: “Piaga da eliminare, apro un nuovo tavolo”

Roma, 1 luglio – Per superare il problema ciclico della carenza dei medicinali, il ministro della Salute, Giulia Grillo (nella foto) ha convocato al ministero della Salute nella giornata di domani, 2 luglio, un tavolo con le istituzioni e gli attori coinvolti nella produzione e distribuzione dei medicinali (ministero, Aifa, Agenas, Regioni, Farmindustria, Assogenerici, Federfarma, distributori-grossisti).

“È necessario creare finalmente una strategia strutturale in grado di superare un problema non più tollerabile. La periodica carenza di farmaci è una piaga che spesso mette a rischio la salute dei pazienti. Chi ha bisogno di terapie non può vivere nell’angoscia di non avere a disposizione i medicinali per curarsi” dichiara la ministra in una nota.

“Per questo va fatto un lavoro integrato tra chi produce, chi distribuisce e i farmacisti” spiega ancora la titolare del dicastero, ricordando che “già nel Decreto Calabria, all’articolo 13, abbiamo previsto importanti norme su cui ho ricevuto il pieno sostegno da parte delle associazioni dei pazienti e dei rappresentanti delle aziende del settore”.

“Sono certa che con il contributo di tutti potremo superare le criticità e garantire il diritto alla continuità terapeutica a ogni paziente” conclude quindi Grillo, affermando che “adesso si tratta di passare dalle parole ai fatti”.

In materia di carenze, peraltro, qualche “fatto” – e pure rilevante –  si è in realtà registrato, su tutti il tavolo istituito in seno all’Aifa proprio per fronteggiare il problema, con il coinvolgimento e la partecipazione di tutti gli attori della filiera. Un tavolo che opera ormai da quattro anni e che ha anche prodotto un protocollo di autodisciplina che impegna tutti i partecipanti al Tti Aifa (l’acronimo sta per Tavolo tecnico per le indisponibilità) al rispetto delle norme sulla distribuzione intermedia (in particolare quelle del decreto legislativo n. 219/2006) per evitare appunto “strozzature” nella disponibilità dei farmaci sul mercato nazionale.

Che il Tti abbia prodotto risultati rilevanti è appunto un  fatto incontestabile, sia pure senza arrivare alla soluzione definitiva di un problema che –  sarà pure il caso di ricordarlo –  è il prodotto inevitabile di falle di sistema che possono essere eliminate in modo “definitivo” (per usare l’aggettivo della ministra Grillo) solo con interventi di sistema (appunto!) su scala sovranazionale. È in ogni caso ragionevole ritenere (ed è comunque auspicabile) che l’esperienza del Tti, che di fatto domani concluderà il suo lavoro, venga tesaurizzata e costituisca un punto di partenza per l’attività del nuovo “tavolone”, valorizzando le iniziative condotte fin qui, anche e soprattutto in termini di “consapevolizzazione” dell’intera filiera sul problema delle carenze e sulla necessità di un approccio integrato per farvi fronte. Una ricchezza – anche in termini di competenze specifiche – che certamente non può nè deve andare dispersa.