Li Bassi: ‘Carenze, un problema europeo, non solo questione di prezzi’

Roma, 5 luglio – Ha inevitabilmente fatto capolino anche all’Assemblea pubblica di Farmindustra svoltasi ieri a Roma il problema delle ricorrenti indisponibilità di farmaci  nel circuito distributivo del nostro Paese. E se Massimo Scaccabarozzi, presidente della sigla delle aziende del farmaco, ha sostanzialmente ricondotto la causa del fenomeno al prezzo dei farmaci rimborsati, che nel nostro Paese risulta più basso di quelli praticati nei Paesi europei più sviluppati, il direttore generale di Aifa Luca Li Bassi (nella foto)  ha fornito altre spiegazioni.

Nel corso della tavola rotonda tenutasi in occasione dell’assemblea, Li Bassi ha sostenuto infatti che “è banale ridurre a una questione di prezzo il problema della carenza di farmaci, che  è emergenziale e riguarda centinaia, se non migliaia di prodotti, in tantissimi paesi dell’Unione europea” e le cui cause “ancora non sono chiare” e vanno comunque  ricercate in un perimetro che non può essere solo ed esclusivamente nazionale.

Non a caso quella che la ministra Giulia Grillo ha chiamato “la piaga delle carenze”, ha spiegato Li Bassi, è stata più volte affrontata anche dal cda di Ema, l’Agenzia europea del farmaco, anche in tempi recenti. “È una situazione che non si è mai verificata a livello europeo” ha detto il DG Aifa “e sono  tantissimi i Paesi che riportano questo problema, da nord a sud, da est a ovest. Non solo l’Italia, dunque,ma anche Spagna, Portogallo, Francia, Olanda, Norvegia, Austria, Slovenia”.

“Tutti riconoscono che il fenomeno sta aumentando in modo esponenziale e in tutti i Paesi e non abbiamo la percezione giusta delle ragioni che portano a questa dinamica” ha  affermato ancora Li Bassi, aggiungendo che le differenze di prezzo tra un Paese e l’altro possono incidere ma “non sono certamente l’unica causa all’origine del problema”. Se a determinare l’indisponibilità di certi farmaci sul nostro mercato fosse il fatto che i farmaci hanno prezzi più bassi di altri Paesi, come si era inizialmente pensato, “allora dovremmo essere solo noi ad avere il problema” ha argomentato il DG Aifa. “Invece non è così: in Svizzera, dove il prezzo è più alto e dove hanno sede molte multinazioni del farmaco, i farmaci soggetti a fenomeni di carenza sono 500”.

“Stiamo cercando, a livello europeo, di effettuare un’analisi delle cause” ha detto ancora Li Bassi, che ha anche ricordato il ministero della Salute giusto nei giorni scorsi ha aperto un tavolo (riunitosi per la prima volta il 2 luglio) proprio per fornire risposte ai dubbi e alle carenze registrate in Italia. “Ci sono dinamiche che dobbiamo comprendere e stiamo cercando di farlo” ha concluso il direttore generale Aifa, che ha in ogni caso voluto rassicurare i pazienti. “Le agenzie regolatorie hanno dei meccanismi di monitoraggio e riescono a creare reti di tutela” ha spiegato Li Bassi. “I casi in cui la mancanza di un farmaco genera un reale disagio sono una parte davvero minoritaria sul totale registrato come carente, e comunque resta un fatto il più delle volte temporaneo. Esistono quasi sempre farmaci equivalenti o valide alternative terapeutiche”.