Casi morbillo in Puglia, Regione rassicura: “Nessuna epidemia”

Secondo quanto riferisce un lancio Ansa, la  responsabile dell’Osservatorio epidemiologico della Regione Puglia, Cinzia Germinario, ha però subito gettato acqua sul fuoco degli allarmismi, spiegandoo che “non c’è nessun allarme epidemia di morbillo in Puglia. Basta il ricovero di un bambino, come accaduto in questo caso, per innescare una normale catena di contagio tra i non vaccinati perché il morbillo è una patologia altamente contagiosa. La situazione non è preoccupante” ha affermato Germinario “ma comunque queste cose non dovrebbero accadere. I no-vax devono capire che portano malattie anche in ospedale a chi non ha coperture vaccinali e quindi non si ferma la catena di contagio”.

La vicenda, inevitabilmente, ha subito innescato reazioni immediate a livello politico, a partire da quelal della ex titolare del dicastero della Salute, Beatrice Lorenzin: “‘Chiediamo come gruppo parlamentare ispezioni a Bari sia sanitarie che amministrative, così come un indagine a tappeto nel resto del paese per capire come viene attuata la legge dopo la circolare Grillo”  ha detto Lorenzin, oggi vice presidente del Gruppo Misto alla Camera. Per la ex ministra ”la confusione creata dal governo, dalla ministra Grillo con la sua circolare e dall’attività parlamentare della maggioranza sul tema vaccini, non poteva non far allentare la guardia sul morbillo che la stessa Organizzazione mondiale della sanità ha definito come preoccupante in Italia”.

In particolare, ”la non vaccinazione delle corti previste dalla legge, la mancanza di stringenti controlli e il senso d’impunità per chi vuole eludere la legge, finisce come denunciato dalle famiglie di bambini non vaccinabili, per colpire i soggetti più fragili, immunodepressi, bambini troppi piccoli per essere vaccinati, mettendone seriamente a rischio la salute e purtroppo anche la stessa vita. Le risposte messe in campo dalla maggioranza e sostenute dal ministro della salute sono dannose e fuorvianti”. Inoltre, conclude Lorenzin, ”la nuova legge in discussione al Senato è peggio dell’emendamento Taverna. Infatti abolisce l’obbligatorietà anche dei vaccini cosiddetti obbligatori prima del decreto Lorenzin, sancisce un singolare obbligo differenziato regionalmente e in caso di epidemia come se i vaccini non fossero un arma di prevenzione, ma una terapia. In più non ci spiega come si intende tutelare la popolazione non solo da morbillo, rosolia e parotite, ma anche da polio, difterite, tetano, epatite B e le altre malattie coperte dalla vaccinazione, come la pertosse che ha già provocato vittime in Italia”.

Un duro j’accuse, al quale l’attuale ministro ha opposto un comunicato stampa che evita accuratamente di entrare nel merito dei rilievi mossi da Lorenzin, per ricordare che il nuovo focolaio di morbillo segnalato a Bari, sul quale sono ancora in corso accertamenti da parte delle autorità sanitarie nazionali e locali, “evidenzia come il nostro Paese abbia ancora molto da fare per giungere ad eliminare questa patologia”.

“Il ministero della Salute ha accelerato la predisposizione di un nuovo Piano per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita che già esisteva, ma che non era più aggiornato dal 2011”  continua il comunicato ministeriale, aggiungendo poi che il Piano “sarà presto presentato a tutte le istituzioni responsabili della sua approvazione e applicazione e prevede impegni sia a livello statale – per offrire il vaccino in tutte le occasioni di contatto con le istituzioni pubbliche – sia a livello regionale perché occorre fare fronte comune per organizzare campagne informative e, soprattutto, per mettere in atto una più corretta strategia di prevenzione della trasmissione in ospedale e in tutte le strutture sanitarie”.

“Il ministero ha intanto predisposto una circolare che sarà diffusa nei prossimi giorni, in cui si riportano le linee guida più aggiornate per la standardizzazione dei protocolli di gestione del paziente colpito da morbillo da parte del personale sanitario” continua il comunicato, affermando che “sul morbillo non possiamo abbassare la guardia. Pochi mesi fa l’Oms ci ha richiamati proprio sui dati di copertura vaccinale che sono ancora troppo bassi. Occorre raggiungere in modo più efficace i soggetti suscettibili offrendo il vaccino anche agli adolescenti e ai giovani, che restano i soggetti più esposti al contagio” conclude il comunicato del ministero “e al contempo mettere in campo azioni standardizzate e puntuali per prevenire la trasmissione negli ambienti a maggior rischio epidemico”.