Ccnl farmacie private, ancora forti le distanze tra le parti

Roma, 27 novembre – Ma a che punto è il rinnovo del Ccnl dei dipendenti delle farmacie private? Le notizie sul percorso tradizionalmente carsico delle trattative tra Federfarma e sindacati confederali sono ferme a più di un mese fa, ovvero all’incontro del 15 ottobre scorso, che ha registrato ancora forti distanze sui temi chiave sul tappeto, nonostante i molti mesi trascorsi dall’incontro precedente.

Le dichiarazioni sugli esiti del confronto (per la cui ripresa si era adoperata a fine settembre anche la Fofi, con una nota indirizzata a Federfarma per sollecitare la ripresa delle trattative e sottolineare l’improcrastinabilità del rinnovo del Ccnl) non sono davvero prodighe di dettagli, fatto peraltro comprensibile. Tutto quel che è dato sapere, dopo l’ultimo incontro dello scorso ottobre, è che si registrano convergenze di principio, ad esempio sulla necessità di rinnovare gli strumenti contrattuali per adeguarli al contesto normativo cambiato, obiettivo rispetto al quale si registra una volontà comune. Ma  – nel merito e nei contenuti dell’accordo, a partire da criteri come quello della flessibilità – le posizioni sembrano essere molto distanti,  Le sigle confederali, al riguardo,  parlano di una “cristallizzazione della posizione datoriale”, che  “non lascia presagire una positiva conclusione in tempi brevi”.

Nel corso dell’ultimo confronto, i sindacati dei dipendenti hanno nuovamente sottolineato come ci sia bisogno di “valorizzare maggiormente il lavoro e le professionalità in farmacia e di consolidarne i diritti, e che i quasi sei anni trascorsi dalla scadenza del contratto (!) rendono questo bisogno quanto mai urgente e imprescindibile”.  Ma resta ancora tutta da vedere se, come (e quando) le due necessità potranno essere contemperate nel nuovo contratto.

Intanto, la Filcams Cgil  sta ancora considerando l’ipotesi di organizzare un evento pubblico sul lavoro in farmacia e sulle criticità della sua valorizzazione, “che non progredisce da troppo tempo” osserva il sindacato “nonostante i cambiamenti del settore richiedano agli operatori sempre maggiori responsabilità e un costante aggiornamento delle competenze, e che i servizi alla salute svolti dalle farmacie facciano parte a pieno titolo del servizio sanitario a cittadini sempre più bisognosi di prossimità sul territorio, anche a fronte del costante incremento della popolazione anziana con cronicità da gestire”. 

Sul possibile evento (in tutta evidenza uno stimolo e un volano di accelerazione per accelerare il percorso delle trattative) non sono stati però rese note, almeno fin qui, ulteriori anticipazioni e, nel frattempo, crescono i malumori dei dipendenti, che affiorano sui social e sulle piattaforme di discussione di categoria.

Paradigmatico, al riguardo, il commento di un farmacista dipendente sul sito farmacie.blog: “La cristallizzazione della posizione datoriale sarebbe che ancora ci chiedono più flessibilità ma piangono miseria per darci un aumento decente? Ma siamo professionisti come loro o no? Basta parlare di farmacia dei servizi! I servizi li fanno i professionisti e i professionisti vanno pagati decentemente e trattati di conseguenza! Facciamo sciopero! O se i colleghi dicono che hanno paura a scioperare, inventiamoci un’altro modo”.