CdS, illegittimo acquisto di farmacia privata da parte di ente pubblico

Roma, 23 aprile – Il fatto che ha dato origine a un contenzioso durato dieci anni è stato l’acquisto da parte del Comune di Verona di una farmacia privata (la Farmacia Angeli) poco prima del termine della scadenza del periodo transitorio che consente la gestione agli eredi non farmacisti (e dunque prima che la sede risultasse di fatto vacante), acquisizione peraltro effettuata  per il tramite dell’Agec, l’azienda speciale preposta alla gestione delle farmacie comunali della città, cui venne ovviamente demandata la gestione dell’esercizio.

Contro l’operazione opposero subito ricorso al Tar l’Ordine dei Farmacisti provinciale e Federfarma Verona, oltre a due farmacisti non titolari in possesso dei requisiti per partecipare al concorso per l’assegnazione di sede farmaceutica. I giudici amministrativi veneti, con la sentenza  n. 633 pubblicata il 18 giugno 2018,  accolsero le ragioni dei ricorrenti, dichiarando illegittimi gli atti che avevano portato alla concessione e ratifica dell’autorizzazione all’azienda speciale del comune di acquisire una farmacia privata.

Il controricorso del Comune ha chiamato il causa il Consiglio di Stato, che ha confermato in buona sostanza le conslusioni del Tar Veneto, precisando che il Comune (e soltanto il Comune) può acquisire una farmacia vacante o di nuova istituzione esercitando il diritto di prelazione previsto dalla normativa, e segnatamente dalla legge n. 475/1968(art. 9), oltre ovviamente alla possibilità che il trasferimento di proprietà possa aver luogo  a favore di un privato farmacista (art. 12).   Non è invece contemplata la possibilità di un’acquisizione attraverso una negoziazione nè da parte del Comune nè di altro ente pubblico, nel caso di specie l’Azienda speciale Agec, che nella vicenda veronese ha di fatto acquisito l’esercizio esercitando impropriamente e in modo surretizio (essendo di esclusivo pertinenza del Comune) il diritto di prelazione ancora prima che la farmacia si fosse resa vacante,. Il tutto, scrivono i giudici del supremo consesso amministrativo, “senza che tale scelta, discrezionale, fosse adeguatamente motivata quanto al rispetto di presupposti e limiti fissati dalla legge per l’assunzione della titolarità della farmacia da parte del Comune, anche tramite azienda speciale”.

La sentenza pone fine a una vicenda durata dieci anni, annullando  definitivamente l’autorizzazione all’apertura della “Farmacia Comunale Angeli”, illegittimamente concessa dall’azienda sanitaria locale all’Agec e al Comune di Verona.