CdS: “Ubicazione nuove farmacie, prevale criterio accessibilità”

Roma, 13 settembre – La determinazione della zona di competenza di ciascuna sede farmaceutica deve essere delimitata guardando all’accessibilità del servizio farmaceutico, ovvero verificando la concreta possibilità di accedere al servizio da parte dei cittadini residenti di una determinata zona, indipendentemente dall’ubicazione della sede farmaceutica. A stabilirlo è una sentenza del Consiglio di Stato, la n. 4855/2018, pubblicata lo scorso 7 agosto.
La pronuncia del supremo consesso amministrativo è stata originata da un contenzioso aperto da un farmacista toscano con la richiesta di riformare una sentenza del Tar della sua Regione, “colpevole” di non aver accolto il suo ricorso contro una deliberazione del suo  Comune, che aveva attivato una nuova sede farmaceutica in un’ubicazione ritenuta dal ricorrente lesiva dei suoi interessi e “squilibrata” sotto il proflio della copertura territoriale del servizio farmaceutico: la nuova sede era stata infatti individuata nel capoluogo comunale, già fornito di tre farmacie, anziche in una delle frazioni sprovviste del servizio.

I giudici di Palazzo Spada hanno respinto il ricorso del farmacista, osservando che la determinazione della zona di competenza di ciascuna farmacia, funzionale a individuare il potenziale bacino di utenza della nuova farmacia, rientra nella discrezionalità del Comune e deve essere ispirata “a criteri che se, da un lato, devono tenere conto dell’esigenza di assicurare la copertura con il servizio farmaceutico delle zone meno densamente popolate e periferiche del territorio comunale, dall’altro lato, non devono comprimere eccessivamente le scelte imprenditoriali del farmacista, determinando l’anti-economicità della nuova sede farmaceutica”.

Anti-economicità, spiegano i giudici del supremo consesso, “che finirebbe con il ritorcersi contro lo stesso interesse pubblico alla corretta distribuzione del servizio farmaceutico, incidendo sulla qualità del medesimo e, in una più ampia prospettiva temporale, determinando la privazione del servizio de quo in danno delle zone che non siano idonee a garantire la sopravvivenza economica della nuova farmacia”.

Nel caso specifico, osservano i giudici della Terza sezione del Consiglio di Stato (Marco Lipari presidente, Ezio Fedullo estensore), la deliberazione del Comune contestata dal ricorrente risponde invece a “un corretto bilanciamento dell’esigenza di garantire il servizio farmaceutico a favore delle frazioni meno densamente popolate e di quella di garantire una adeguata redditività del nuovo esercizio farmaceutico, la quale non può considerarsi estranea all’ambito delle valutazioni demandate all’Amministrazione in subiecta materia, atteso che la connotazione pubblicistica dell’interesse sotteso al servizio farmaceutico non deve far trascurare la natura imprenditoriale della relativa organizzazione”.

 

La sentenza del Consiglio di Stato n. 4855/2018