Computo fatturato per gli sconti Ssn, Federfarma chiarisce

Roma, 1 febbraio – Con una circolare alle Unioni regionali e alle Associazioni provinciali diramata ieri, la Federfarma ha fornito alcuni chiarimenti sull’esatta interpretazione della norma dell’ultima legge di bilancio  (n. 145/2o18, comma 551 dell’art.1) che ha ridefinito  le modalità di computo del fatturato annuo in regime di Ssn al fine dell’applicazione delle agevolazioni, sotto forma di sconti agevolati e/o dell’esclusione dagli stessi delle farmacie a basso fatturato.

L’opportuna ricognizione interpretativa del sindacato prende in considerazione anche i comportamenti e le concrete modalità di azione seguite – in modo non sempre omogeneo – dalle aziende sanitarie sul territorio. A riassumere e rilanciare i contenuti della circolare è una nota ospitata sull’edizione odierna del notiziario Filodiretto, dove si legge che per calcolare gli effettivi sconti da applicare nel corso del 2019, la prassi di alcune aziende sanitarie è quella di prendere in considerazione il fatturato annuo Ssn dell’anno in corso (2019), mediante il calcolo del fatturato a fine anno. In particolare, le aziende sanitarie consentono alle farmacie di continuare ad applicare la scontistica che applicavano nel 2018, ma a fine anno calcolano il fatturato del 2019 e la relativa scontistica che doveva essere applicata, effettuando eventuali conguagli in addebito o in accredito.
In tal caso, specifica Federfarma, non sussistono dubbi sul fatto che le aziende sanitarie, per calcolare  il fatturato del 2019 ed effettuare i conguagli, devono prendere in considerazione i nuovi parametri previsti dalla legge.
Altre aziende sanitarie, spiega Federfarma, seguono invece  una prassi differente. Per verificare la scontistica da applicare nel 2019 prendono in considerazione il fatturato annuo del 2018, senza operare conguagli a fine anno.  In tal caso,  secondo Federfarma, già nella distinta contabile di gennaio del 2019 dovrebbe trovare applicazione non solo l’esclusione degli sconti per le farmacie con fatturato Ssn del 2018 inferiore a euro 150.000, ma anche il nuovo computo del fatturato annuo Ssn, previsto dalle nuove disposizioni. Pertanto il fatturato del 2018 dovrebbe essere calcolato con i nuovi criteri. Tale interpretazione, osserva il sindacato dei titolari, “è quella che si attiene maggiormente alla lettera della legge”.

Federfarma, però,  ritiene opportuno segnalare che alcuni consulenti forniscono una diversa interpretazione, che potrebbe avvantaggiare le farmacie di alcune Regioni.  In base a tale interpretazione, che appare sorretta anche dalla lettura della relazione di accompagnamento al disegno di legge di bilancio, dal momento che la norma in questione prevede che siano “fatte salve le determinazioni che le regioni hanno assunto sino al 31/12/2018” e che le nuove disposizioni decorrono dal primo gennaio del 2019, si potrebbe più che ragionevolmente sostenere che la questione relativa al fatturato 2018 sia stata chiusa sulla base delle regole pre-vigenti stabilite appunto dalle singole Regioni e che le nuove modalità di calcolo del fatturato prendano avvio dal 1° gennaio 2019, in relazione – appunto – al fatturato 2019, con la conseguenza che i nuovi criteri per il computo del fatturato dovrebbero avere effetti sulle farmacie a partire dal 2020, una volta determinatosi in maniera definitiva il fatturato dell’anno precedente.

Questa seconda interpretazione, informa Federfarma, allo stato attuale non è stata adottata da quelle Regioni che, al momento, hanno già diramato indicazioni operative alle proprie strutture. Il sindacato ha ritenuto in ogni caso di doverla segnalare, al fine di consentire alle organizzazioni territoriali di valutare l’opportunità di adottarla a livello locale nell’interlocuzione con la parte pubblica, in considerazione delle peculiarità territoriali.

Al di là delle questioni interpretative, le norme sulle nuove modalità di computo del fatturato Ssn ai fini della scontistica continuano a far discutere, e anche molto, all’interno del sindacato per questioni tutte di merito. È di ieri un’intervista di F-Press a Clara Mottinelli, presidente di Federfarma Brescia e della componente rurale del sindacato dei titolari lombardi, che testimonia il profondo scontento dei farmacisti rurali di quelle Regioni che – sulla base delle valutazioni eeffettuate – si sono andate convincendo  che l’impatto delle nuove misure  sarà negativo e comporterà per le piccole farmacie perdite superiori ai vantaggi. 
“In base ai dati del nostro centro di tariffazione” spiega Mottinelli alla newsletter della Fondazione Guido Muralti “al quale fa riferimento il 90% delle farmacie bresciane, abbiamo calcolato che solo nella nostra provincia supereranno la soglia dei 450mila euro – e quindi perderanno il diritto allo sconto ridotto – una trentina di farmacie; soltanto una mezza dozzina, invece, usufruirà dell’abrogazione dello sconto, concessa agli esercizi con fatturato Ssn sotto i 150mila euro”. Traducendo il dato in valori, la presidente di Sunifar Lombardia spiega che “le farmacie beneficiate riceveranno agevolazioni per un valore complessivo inferiore ai 10mila euro. Quelle che invece perderanno lo sconto ridotto, ci rimetteranno in totale diverse centinaia di migliaia di euro”.

Una situazione analoga a quella lamentata dai farmacisti della provincia di Trento e che fa concludere a Mottinelli che, nonostante i ripetuti avvertimenti lanciati anche dal sindacato lombardo in Consiglio delle Regioni, sembra farsi sempre più evidente il fatto che in Federfarma nazionale “l’impatto del provvedimento è stato sottovalutato”.
Mottinelli, però, è ancora più severa nei confronti del sindacato nazionale sulla gestione del “dopo”, ovvero delle contromisure da assumere una volta raggiunta la consapevolezza che le nuove modalità di calcolo del fatturato Ssn sono un serio problema, almeno in alcune Regioni del Paese. “Una volta approvata la manovra, Federfarma aveva promesso che si sarebbe impegnata per ottenere qualche ammorbidimento della norma in un disegno di legge a seguire, a cominciare dal Decreto Semplificazioni” attacca Mottinelli. Che poi affonda il colpo: “Sappiamo come sta andando, direi che neanche ci hanno provato. La speranza è che si faccia un tentativo serio in qualche altro provvedimento, le nuove modalità di computo del fatturato Ssn vanno assolutamente arginate”.