Conasfa: “Collaboratori, il vero investimento per le farmacie”

Roma, 26 febbraio – I mancati rinnovi “naturali e doverosi” del contratto nazionale di lavoro vanno  a discapito “sia della dignità economica del professionista sia della maturazione della pensione al termine del rapporto di lavoro (meno rinnovi, meno versamenti uguale pensione in proporzione sempre minore)”.
Conasfa, la Federazione delle associazioni dei farmacisti non titolari, alla luce delle notizie seguite all’incontro di lunedì scorso delle delegazioni di Federfarma e dei sindacati dei lavoratori impegnati nelle trattative per il rinnovo del Ccnl di settore, relative al perdurare di distanze significative tra le parti e alla necessità di ulteriori riflessioni, interviene con un comunicato stampa sulla situazione di sostanziale stallo della vicenda contrattuale.

“La riforma dell’organizzazione del lavoro nelle farmacie e le sfide future della professione non possono passare attraverso regole e riconoscimenti penalizzanti per il farmacista collaboratore, anima insostituibile in ogni farmacia territoriale” scrive Conasfa. “Da diversi anni si parla di formazione e professionalità per dare un servizio, a tutti i cittadini, sempre migliore in competenza, disponibilità e accortezza nello scegliere i prodotti dedicati nella salute della popolazione. Concetti ormai radicati nei ‘modelli del capitale’ che si stanno importando e non da ultimo ripreso anche dall’ultima ‘catena delle farmacie indipendenti’ proposto e propagandato da Federfarma (il riferimento è a Sistema Farmacia Italia, NdR)”.
“Federfarma deve capire che l’investimento più importante per le proprie farmacie sono i farmacisti collaboratori” afferma quindi con risolutezza Conasfa  “che devono essere formati, motivati e retribuiti per la loro professionalità”.
Da qui le valutazioni nel merito delle posizioni che si starebbero fronteggiando in sede di trattativa: “Non si capisce come si possano gestire queste trasformazioni con contropartite (ulteriore flessibilità oltre a quella già in atto) al limite dello scandaloso, per usare un eufemismo” scrive la federazione delle associazioni dei non titolari, che evita comunque di  addentrarsi in altri importanti aspetti in discussione in sede di Ccnl, già segnalati dal Sinasfa, il Sindacato nazionale dei farmacisti non titolari presieduto da Francesco Imperadrice, come malattia, parità di contribuzione tra dipendenti rurali e urbani, permessi retribuiti eccetera.
“In questi mesi Conasfa ha rinunciato a partecipare a eventi pubblici (Farmacista Più, Cosmofarma) in segno di protesta per la mancanza di attenzione e lungimiranza verso il pilastro del servizio e dell’azienda farmacia, il farmacista collaboratore” conclude quindi il comunicato “ma allo stesso tempo ha mantenuto la disponibilità al dialogo per facilitare il confronto tra i vari attori e portare soluzioni. Quando si valutano realtà professionali e aziendali, una parte importante la esercitano gli investimenti fatti e quelli futuri. La stessa valutazione deve essere fatta nel nostro comparto”.