Conasfa su ddl Sileri: “Parafarmacia, resti l’obbligo del farmacista”

Roma, 5 luglio – Il farmacista deve rimanere laddove si dispensano farmaci, e dunque anche nelle parafarmacie e nei corner della Gdo e non devono essere previste scorciatoie a favore di alcuno nell’accesso alle farmacie. Ergo, una volta esaurito il “concorsone” straordinario originato dal Cresci Italia, si deve tornare al regime concorsuale ordinario aperto a tutti i farmacisti, senza ulteriori concorsi “speciali” limitati ai soli titolari di parafarmacia e titolari di farmacia rurale.

Queste le posizioni che Conasfa,  la Federazione nazionale delle associazioni dei farmacisti non titolari, ha voluto rappresentare in una lettera al  presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato Pierpaolo Sileri.  Un interlocutore istituzionale che, ovviamente, non è stato scelto a caso: il senatore grillino è infatti da qualche mese protagonista ricorrente delle cronache di categoria, dopo il suo annuncio, in occasione degli Stati generali della farmacia promossi a Roma il 28 febbraio scorso da Federfarma, di un  disegno di legge a sua firma finalizzato a ripensare le parafarmacie, valorizzare la professione di farmacista e bandire un nuovo concorso. Una sorta di controriforma rispetto alle controverse e divisive novità introdotte nel 2006 fa dalle “lenzuolate” di Pierluigi Bersani, che – per quanto si conosce dei suoi contenuti – porterebbe di fatto a superare l’esperienza delle parafarmacie.

E qui c’è il primo “distinguo” di Conasfa, che pur avendo “sempre contestato le modalità in cui è stata approcciata la’lenzuolata Bersani’ con l’uscita di alcune categorie di farmaco e l’avvio degli esercizi di vicinato (parafarmacie) e dei corner Gdo”,  a posteriori non ritiene che l’istituzione delle parafarmacie sia stato un errore, “perché in un sistema ormai bloccato da decenni nell’assegnazione delle sedi farmaceutiche la spinta è stata agevolata dando delle risposte professionali e occupazionali”. Anche se, precisa nella lettera la presidente di Conasfa Silvera Ballerini (nella foto)   “i colleghi che hanno aperto questi esercizi, seppur nella speranza di evoluzioni della legge, erano coscienti dei limiti e dei rischi”.

Inequivocabile la contrarietà di Conasfa all’ipotesi di eliminare l’obbligo della presenza del farmacista in parafarmacie e corner Gdo: “Rivendichiamo il binomio farmaco-farmacista ovunque venga distribuito il farmaco” si legge al riguardo nella lettera inviata a Sileri. “In una società dove sempre più l’auto-prescrizione è quasi una ‘moda’ togliere da questi punti vendita il professionista riteniamo un rischio per la salute pubblica. Segnaliamo che l’abuso di utilizzo di farmaci dal ‘semplice’paracetamolo (da anni il ministero della Salute segnala intossicazioni per quest’ultimo) al classico antinfiammatorio o con associazione con altri farmaci, fa aumentare le complicanze nell’uso non corretto”.
Non meno chiaro il pollice verso nei confronti di un’altra delle misure contenute nel ddl Sileri, del quale peraltro ancora si attende l’effettiva presentazione, reiteratamente annunciata dal suo firmatario (da ultimo alla fine dello scorso maggio)  ma che risulta ancora da venire. Si tratta dell’ipotesi di riservare un concorso per nuove sedi farmaceutiche solo a titolari di parafarmacia e titolari di farmacia rurale. La posizione di Conasfa al riguardo non lascia spazio a dubbi:  “Tra poco più di un anno si concluderanno gli interpelli del cosiddetto concorsone” scrive Ballerini. “Da quel momento  l’assegnazione deve ritornare al concorso ordinario dove tutti i colleghi potranno partecipare. Si deve rispettare e ritornare al regime ordinario come da legge”.