Continua il “Monopoly” del farmaceutico: Takeda acquista Shire

Roma, 10 gennaio – La big pharma nipponica Takeda Pharmaceutical Company Limited ha annunciato due giorni fa  il perfezionamento dell’acquisizione di Shire,  che le consentirà di raddoppiare le sue dimensioni e diventare una multinazionale leader del settore biofarmaceutico basata sulla generazione di valore e guidata da attività di ricerca e sviluppo, con sede generale in Giappone.

Takeda vanta ora un’invidiabile estesa presenza geografica e una posizione di testa in Giappone e negli Stati Uniti; fornirà i suoi farmaci altamente innovativi in circa 80 Paesi/regioni servendosi della collaborazione di personale esperto a livello mondiale.

L’operazione è stata piuttosto costosa:  per l’acquisizione, secondo quanto riferisce Il Sole 24 Ore Radiocor Plus,  Takeda ha emesso nuove azioni per pagare una parte della società, costata un totale 46 miliardi di sterline (51 miliardi di euro)

“L’aumento del debito è destinato a peggiorare i ratio finanziari di Takeda” ha spiegato S&P che ha declassato la valutazione di Takeda a ‘BBB+’ da ‘A-‘ con outlook negativo. Nel mese di dicembre, Moody aveva abbassato di tre gradini il rating dell’azienda giapponese portandolo a Baa2. Tuttavia, le agenzie e gli analisti concordano sul fatto che, grazie al contributo di Shire, Takeda sarà ora tra le prime dieci aziende farmaceutiche al mondo, con una vasta gamma di prodotti chele  consentirà di occupare posizioni di primo piano in diverse aree, come la gastroenterologia e le malattie rare.

Ai primi di dicembre, gli azionisti Takeda hanno approvato l’operazione con oltre l’88% dei consensi,