Cossolo (Federfarma): Su aumento prezzi farmaci notizie fuorvianti

Roma, 22 gennaio – Quando si parla di farmaci (che, per quanto si tenda pericolosamente a dimenticarsene, sono un bene esistenziale) bisognerebbe farlo con assoluta precisione, responsabilità  e consapevolezza, evitando ogni genere di approssimazione, sia riguardo ai loro effetti terapeutici, sia per tutto ciò che concerne i loro aspetti regolatori.

È un po’ questo il senso della precisazione con la quale Federfarma è intervenuta ieri per correggere le distorsioni informative apparse sulla  stampa relativamente agli aumenti di prezzo di alcuni farmaci con ricetta medica. Il sindacato dei titolari di farmacia richiama preliminarmente le normative in materia, ricordando che “i prezzi dei farmaci di fascia C con ricetta possono essere aumentati da parte delle aziende produttrici ogni due anni, nel mese di gennaio degli anni dispari. Sugli aumenti di prezzo vigila l’Aifa che, come riportato sul sito internet dell’Aifa stessa, effettua un monitoraggio sugli incrementi, che non possono superare l’inflazione programmata. I prezzi dei medicinali senza obbligo di ricetta medica, invece, sono stabiliti autonomamente da ciascun esercizio (farmacia, parafarmacia o corner del supermercato)”.

Fatta questa prima fondamentale distinzione, il comunicato prosegue precisando che i prezzi dei medicinali di fascia C con ricetta, cioè di farmaci considerati non essenziali o per i quali esiste un farmaco corrispondente in fascia A  a  carico del Ssn, sono stabiliti dalle aziende produttrici. “Gli aumenti di prezzo si ripercuotono sulle farmacie che acquistano i farmaci dalle aziende a prezzi più alti” spiega il presidente del sindacato Marco Cossolo (nella foto).  “Sui farmaci di fascia C con ricetta le 19.000 farmacie esistenti su tutto il territorio nazionale possono liberamente praticare uno sconto, operando quindi in concorrenza tra loro”.

È dunque scorretto e del tutto fuorviante per il cittadino parlare di sconti sui farmaci senza obbligo di ricetta, perché questi farmaci – farmaci da banco (Otc) e senza obbligo di prescrizione (Sop)  -“non hanno un prezzo massimo sul quale si possano fare sconti; ogni operatore pratica il prezzo che vuole in base alle condizioni di acquisto” si legge ancora nelle precisazioni di Federfarma.

“Anche l’affermazione secondo la quale i prezzi dei farmaci senza ricetta sarebbero sempre più bassi nei supermercati non corrisponde alla realtà” afferma Cossolo “perché questo  può essere vero per alcuni prodotti civetta, ma non per tutto il paniere dei medicinali senza ricetta. Va anche considerato che i supermercati mettono in vendita solo pochi tipi di farmaci, mentre nelle farmacie sono reperibili tutti i medicinali senza ricetta, compresi quelli meno richiesti”.

“Il fatto che per i medicinali di fascia C con ricetta si sia mantenuto un prezzo massimo vigilato” chiarisce quindi il presidente di Federfarma  “è per dare garanzie al cittadino che non si verifichino aumenti incontrollati, trattandosi di farmaci comunque più delicati di quelli che non richiedono la ricetta medica”.

Cossolo sottolinea infine che non è possibile mettere sullo stesso piano i medicinali di fascia C con ricetta e i prodotti senza ricetta (Sop e Otc):  “Si tratta di due mercati completamente diversi, il primo vigilato e il secondo totalmente libero, relativi  a medicinali con caratteristiche diverse, che richiedono tutele diverse a garanzia  del cittadino” spiega il presidente del sindacato, per concludere che “non è la stessa cosa acquistare un semplice farmaco per il mal di testa, che può anche avere un prezzo libero, o acquistare un farmaco stupefacente, un antibiotico o un ormone a prezzo vigilato”.