Credifarma, credito su misura a difesa e per lo sviluppo della farmacia

Roma, 26 settembre – Il new deal di Credifarma dopo il passaggio di proprietà (e di fase) rappresentato dall’acquisizione del pacchetto di maggioranza da parte di Banca Ifis, perfezionato il 2 luglio scorso, è sostanzialmente riassumibile in un ossimoro: continuità e cambiamento. Dove la prima è riferita alle ragioni ontologiche e alla mission della società di servizi finanziari di categoria, che continuerà ad avere nelle farmacie la stella polare esclusiva della propria attività, e il secondo alla necessità di rivedere in profondità il proprio livello di interlocuzione e di servizio nei confronti dei titolari di farmacia.

È la sintesi scaturita dall’incontro che i vertici dell’azienda (Alberto Staccione, direttore generale di Banca Ifis, che ha acquisito il 70% della società, il presidente Maurizio Manna  e il direttore generale Marco Alessandrini) hanno voluto con la stampa di settore a Roma, per illustrare il nuovo corso della società che, da 30 anni, rappresenta il principale riferimento delle farmacie private per i servizi finanziari e di credito.

Un nuovo corso che – al di là del riassetto societario che rovescia gli equilibri preesistenti, dove il peso delle banche socie era minoritario rispetto a  Federfarma, detentrice del  66% del capitale: oggi il pacchetto in mano al sindacato è sceso al 30%, contro il 70% di Banca Ifis –  ruota intorno a un principio: la società di credito resta un asset fondamentale di quel “sistema integrato” che Federfarma è impegnata a costruire per rispondere alle sfide davvero difficili e impegnative che  le farmacie sono chiamate ad affrontare in questa cruciale fase di cambiamento, prevedibilmente destinata a produrre effetti importanti sugli equilibri del settore, dove hanno fatto il loro ingresso soggetti importanti (e certamente non neutri) come le società di capitale.

Essenziale, in questo senso, la scelta del nuovo partner bancario, che ha voluto privilegiare un istituto che ha nel suo Dna il supporto alle piccole aziende e che vanta ormai 35 anni di esperienza nella gestione del credito, anche problematico. a questo tipo di realtà imprenditoriali.

“Era assolutamente vitale individuare un partner che, al di là della solidità e delle competenze specifiche, dimostrasse coraggio  e voglia di credere e perseguire il disegno strategico di Federfarma, ovvero sostenere finanziariamente le farmacie professionali e indipendenti nel nuovo problematico scenario che abbiamo di fronte, per aiutarle a reggere l’urto che inevitabilmente arriverà dalle farmacie di catena” ha spiegato Manna. “Un partner non solo in grado di condividere con il sindacato dei titolari questa visione, ma anche attrezzato per concretizzare gli obiettivi conseguenti: sostenere i necessari processi di risanamento e di sviluppo delle ‘farmacie della professione’, come a  me piace chiamarle,  offrendo ai colleghi titolari  strumenti e servizi finanziari innovativi a  breve, medio e lungo termine, in grado di rispondere a tutta la gamma di necessità: dal consolidamento del debito commerciale al riassetto del debito finanziario, dall’acquisto di beni strumentali e immobiliari alla ristrutturazione dei locali, passando per il sostegno a iniziative di sviluppo. E, ovviamente, abbiamo ritenuto che Banca Ifis, per la sua storia ed esperienza di banca specializzata nelle filiere, rispondesse in pieno a questi requisiti”.
Banca Ifis, da parte sua, ha affrontato con grande convinzione la sfida, arrivando addirittura a derogare per la prima volta da un rigido criterio aziendale, quello di internalizzare i propri investimenti, controllandoli al 100%. “In questo caso, però, abbiamo ritenuto cruciale la presenza del sindacato dei titolari nel pacchetto societario e dunque accettato con entusiasmo la partnership, che è strategica per fare di Credifarma un punto di riferimento imprescindibile del mercato della farmacie” ha affermato al riguardo Staccione, precisando che Banca Ifis ritiene l’acquisizione della finanziaria di categoria  “un elemento molto importante nell’ambito di un percorso strategico di crescita già avviato da tempo”.

“Vogliamo creare un unico polo della finanza specializzata per le farmacie in Italia che possa costituire il punto di riferimento e offrire le migliori soluzioni per le specifiche esigenze del settore” ha aggiunto il Dg di Banca Ifis “ Siamo già al lavoro per favorire l’utilizzo di strumenti innovativi e, grazie alla partnership strategica con Federfarma, abbiamo attivato un dialogo diretto con il territorio che, attraverso la condivisione di esperienze e conoscenze, ci permette di parlare la stessa lingua dei farmacisti”.

“Questa nuova fase di Credifarma, grazie a Banca Ifis, conferma l’unicità del nostro modello di servizio, nel segno di una specializzazione ‘tailor made’ per la farmacia” ha quindi aggiunto Alessandrini.  Credifarma è adesso davvero pronta a diventare un unico punto di riferimento nel percorso strategico di accesso al credito per la farmacia, con un’ampia offerta di prodotti sia di breve sia di medio lungo termine e con progetti di digital trasformation e orientati al miglioramento della customer experience dei farmacisti. Siamo certi che la nuova realtà saprà portare nuovi prodotti e canali di offerta a beneficio di tutti i player coinvolti nel settore”.

Tratto peculiare e distintivo della nuova Credifarma, ha spiegato  Alessandrini, sarà dunque la “sartorialità” dei suoi servizi,  ritagliati sui bisogni che ciascuna farmacia rappresenterà. Insomma, laddove il mercato del credito e dei servizi finanziari alle farmacie può al più offrire abiti anche di buona fattura ma di serie, Credifarma si è attrezzata per andare oltre, offrendo non “una” risposta , ma “la” risposta alle esigenze finanziarie di ciascun esercizio.

Al riguardo, è già stata costituita una task force operativa che dovrà “prendere le misure” degli abiti da confezionare: si tratta di un nucleo di dieci dirigenti sindacali del territorio che, su base regionale e interregionale, monitoreranno “in vivo” i bisogni delle farmacie. “In pratica” ha spiegato Manna  “si tratta di una rete di sentinelle o meglio di sensori che, partendo dai dati di realtà, rileveranno le effettive necessità dei colleghi, per poi rappresentarle a un’altra struttura che il presidente di Federfarma Marco Cossolo e il DG di Banca Ifis Alberto Staccione hanno fortemente voluto, il Comitato di sviluppo, costituito da sei componenti, tre di nomina Ifis e tre di nomina Federfarma. Coordinato dal DG Alessandrini, il comitato raccoglierà e valuterà tutte le richieste e le indicazioni per tradurle in servizi ‘su misura’ per le farmacie”.

Una delle necessità prioritarie, ora, è quella di trasferire la conoscenza (ma anche lo spirito) dei nuovi servizi e della nuova realtà di Credifarma all’interno della comunità delle farmacie private. Obiettivo che l’istituto finanziario  intende perseguire avviando un tour “forsennato” (questo il plastico aggettivo utilizzato da Alessandrini per sottolineare l’ampiezza e la forza dell’impegno che sarà posto in essere) nelle articolazioni territoriali del sindacato. “Si tratta di diffondere la più ampia e penetrante informazione su quella che è la nuova realtà della finanziaria di categoria, illustrando i nuovi servizi e prodotti pensati per ‘mettere in sicurezza’ la  farmacia indipendente”  ha spiegato Alessandrini.  “Chiarendo anche a tutti i titolari di farmacia italiana che il nuovo modello di business di Credifarma sarà costruito non su coordinate transazionali – faccio questo servizio, ti do questa prestazione a queste condizioni, eccetera – ma su un modello relazionale, fondato sullo stretto rapporto con ogni singolo cliente: una realtà che i farmacisti italiani, che conoscono il valore della relazione fiduciaria con i loro clienti, sapranno sicuramente apprezzare”.

La nuova Credifarma “sartoriale” scaturita dalla partnership Ifis-Federfarma, dunque, nasce con idee e programmi chiari, proponendosi come “gamba” finanziaria di quel riassetto complessivo del “sistema farmacia” che Federfarma  è fortemente impegnata a perseguire con la collaborazione funzionale di tutte le sue partecipate , Federfarma Servizi, Promofarma e, appunto, Credifarma.

“Vogliano essere a un tempo uno strumento e un’opportunità per affrontare le sfide strategiche” chiosa il presidente Manna “in primo luogo proponendo e sviluppando il nostro core business di strumento di finanza specializzato e integralmente dedicato al settore, senza mai perdere di vista la mission di sostenere il modello nel quale crediamo, la farmacia professionale indipendente di proprietà del farmacista. Alle eventuali insidie del capitale di acquisizione, risponderemo con il capitale di sostegno. Ma la sfida potrà essere vinta solo con la fiducia e la partecipazione di ogni singola farmacia agli sforzi che il sindacato e i suoi partner stanno mettendo in atto: non si fa ‘sistema’ viaggiando in ordine sparso, e Credifarma vuole concorrere per la sua parte, con la concretezza dei suoi servizi, a ricompattare i ranghi. Perchè le sfide, soprattutto quando difficili, non si vincono mai da soli”.