Crisi di governo, il presidente incaricato Conte: Il clima è buono

Roma, 2 settembre – “Il clima è buono”. Così Giuseppe Conte ha commentato in collegamento con la festa del Fatto Quotidiano alla Versiliana la situazione delle trattative per la costituzione di un nuovo governo a maggioranza M5S-Pd, dopo la crisi agostana e la rottura del sodalizio contrattuale che a giugno dello scorso anno aveva portato al varo  del  “governo del cambiamento” sostenuto da M5S e Lega, presieduto dallo stesso Conte. Che ieri ha anche voluto sottolineare di non essere un esponente del M5s, il partito che – confermando la scelta già fatta lo scorso anno – lo ha indicato come futuro premier.

Mi sembra una formula inappropriata” ha detto il primo ministro incaricato, precisando di non essere iscritto al movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio e confermando di non partecipare alla sua vita interna.

Il distinguo di Conte  non è ovviamente casuale e si inscrive nell’acceso dibattito sui vicepremier dell’eventuale governo giallo-rosso. Il capo politico del M5S Luigi Di Maio continua infatti a reclamare il ruolo, già occupato, in coabitazione con Salvini, nel passato governo. Nella visione di Di Maio, ogni altro incarico ministeriale rappresenterebbe un passo indietro e quindi una mortificazione non tanto della sua persona, quanto del mvimento di cui è il responsaible politico.

Per uscire dall’impasse e favorire la formazione del nuovo governo, da parte del Pd – in primis dal principale candidato a ricoprire il ruolo di vicepremier di sponsa dem, Enrico Franceschini – è arrivata la proposta di “eliminare entrambi i posti da vicepremier”,  idea accolta da tutti i principali esponenti del partito, a partire dal segretario Nicola Zingaretti, che in un video sui social ha voluto aggiungere che il Pd “sta facendo di tutto per dare un governo al Paese

In attesa del voto sulla piattaforma Rousseau, con il quale la base grillina dovrebbe legittimare il via libera all’accordo di governo M5S-Pd, dopo il quale Conte tirerà le somme e salirà al Quirinale per sciogliere la riserva, continua a impazzare sui giornali il totoministri: le ultime voci relative ai ministeri di maggiore interesse per il settore del farmaco ipotizzano una conferma di Giulia Grillo alla Salute  nel caso il dicastero restasse in quota pentastellata, seguita a distanza da voci che ipotizzano un affidamento del ministero a Walter Ricciardi, già presidente dell’Iss. Laddove invece il governo giallo-rosso vedesse davvero la luce e il ministero fosse assegnato al Pd, il candidato in pole position sembra essere Lorenzo Guerini, anche se nelle ultime ore si sarebbe affacciata anche l’ipotesi Marina Sereni.

Per l’economia, circolano i nomi di Andrea Roventini (se il ministero dovesse andare ai pentastellati) e quelli dell’eurodeputato  Roberto Gualtiero e dell’ex ragioniere dello Stato Daniele Franco.