Da Rousseau plebiscito a governo M5S-Pd, oggi Conte al Quirinale

Roma, 4 settembre – Con il 79% di sì (“un voto plebiscitario”, ha commentato Luigi Di Maio, capo politico del M5S), la base pentastellata a chiaramente  espresso sulla piattaforma Rousseau il suo via libera al governo giallo-rosso. L’ultimo scoglio verso la formazione del nuovo esecutivo frutto di un accordo tra M5S e Pd (impensabile, solo un mese fa) è stato dunque superato alla grande e già nella mattinata di oggi il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte (nella foto) potrebbe recarsi al Quirinale per presentare la squadra dei ministri del suo governo e sciogliere la riserva. Se così fosse davvero, il nuovo governo potrebbe giurare nella serata di oggi o, più probabilmente, domani.

Incassato il sì del mondo grillino (hanno votato in 79.634 su una base di aventi diritto di 117.194 iscritti, fa sapere l’Associazione Rousseau), tutte le attenzioni si sono ovviamente spostate sul totoministri e sulla lista di nomi che Conte consegnerà nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le ultime anticipazioni provenienti da fonti parlamentari e registrate da agenzie, giornali e televisioni indicano nell’attuale segretario generale di Palazzo Chigi, Roberto Chieppa, uomo di assoluta fiducia di Conte, il nuovo sottosegretario alla  Presidenza del Consiglio. Ma il M5s starebbe spingendo per assegnare l’incarico a un proprio esponente, Vincenzo Spadafora, o all’attuale ministro Riccardo Fraccaro.

Il Mef, sulla base di un asse tra il Quirinale e lo stesso Conte, potrebbe andare a un tecnico, ma nelle short list presentate al presidente incaricato c’è anche un nome politico, quello di Roberto Gualtieri, europarlamentare Pd che gode di molta considerazione a Bruxelles, mentre sul fronte degli esperti circolano i nomi di Giuseppe Pisauro, Lucrezia Reichlin, Salvatore Rossi, Dario Scannapieco e Fabrizio Pagani.
Altra casella delicata e sotto stretta osservazione da parte della Presidenza della Repubblica è il Viminale, per il quale resta in pole position il prefetto Luciana Lamorgese.

Al ministero degli Esteri, altro ministero di grande peso, dovrebbe insediarsi  lo stesso Luigi De Maio, che sarà il capodelegazione M5S al Governo. Lo stesso ruolo per il Pd sarà giocato da Dario Franceschini, per il quale si ipotizza un ritorno al suo amato ministero dei Beni culturali, senza però escludere un dicastro più “pesante, la Difesa (casella per la quale è ritenuta molto forte anche l’opzione Lorenzo Guerini).

Alla Giustizia, viene data per scontata la conferma di Alfonso Bonafede, fedelissimo di Di Maio. Molto probabili anche la conferma di Giulia Grillo alla Salute e quella di Sergio Costa all’Ambiente. Alle Infrastrutture, secondo quanto riferisce l’Ansa, se la dovrebbero giocare  il pentastellato Stefano Patuanelli  e la dem Paola De Micheli, che è in corsa anche per il Mise, per il quale si fanno peraltro anche i nomi dei grillini Laura Castelli e Stefano Buffagni.

Giuseppe Provenzano, sempre M5S, potrebbe essere il prossimo ministro del Lavoro, mentre in pole positione per l’Agricoltura c’è la  democratica Anna Ascani.

Ancora poche ore e si saprà quante e quali di anticipazioni troveranno conferma e quali saranno invece le sorprese della nuova squadra di governo, , che (Conte dixit) dovrà essere “autorevole ed efficiente”, composta da  “persone che abbiano elevata competenza, buona capacità organizzativa, una adeguata qualificazione politica”.