Farmaci della diretta a farmacie rurali, lo chiede un’interrogazione di Fi

Roma, 11 marzo – La sostenibilità delle farmacie rurali, punto di riferimento delle piccole comunità che vivono in zone disagiate, deve essere garantita, adottando misure adeguate, come ad esempio la possibilità di distribuire i farmaci che le Regioni attualmente erogano soltanto in regime di distribuzione diretta.  Questo il senso e l’obiettivo dell’interrogazione a risposta scritta (rubricata, per la cronaca, con il n. 4/02418) che il deputato di Forza Italia Galeazzo Bignami (nella foto) ha indirizzato lo scorso 7 marzo alla ministra della salute Giulia Grillo.

L’importanza delle farmacie rurali, scrive Bignami, “deriva dall’essere un punto di riferimento non solo per l’approvvigionamento di farmaci, ma anche per avere consigli sulla salute, per la prenotazione di esami e costituiscono luogo di coesione sociale. Di recente, a mezzo stampa, il Sunifar (sindacato dei farmacisti rurali di Federfarma) ha lanciato l’allarme sulle forti difficoltà legate alla costante diminuzione di fatturato e alla difficoltà di gestione. La tendenza sarebbe preoccupante e almeno 1.000 farmacie rischierebbero la chiusura. In molti casi, infatti, la tassazione elevata e le spese di gestione annullano i guadagni“.

“Le farmacie rurali, o quelle operanti nei comuni sotto i 5 mila abitanti, sono in tutto 6.800 e assistono una popolazione di 10 milioni di abitanti” ricorda il deputato di Forza Italia, precisando che la questione tocca in particolare alcune Regioni, come l’Emilia-Romagna, “dove le farmacie rurali sono 521 su un totale di 1329, vale a dire circa il 40 per cento”.

In tale contesto, osserva Bignami, diventa necessaria una riflessione “sulle attuali politiche sanitarie come, tra l’altro, l’entrata in vigore della cosiddetta distribuzione diretta dei farmaci che vede l’Emilia-Romagna al primo posto in Italia”.

“Alcuni farmaci, spesso quelli più innovativi e costosi, sono distribuiti direttamente dalle Asl o dagli ospedali con la conseguenza che il cittadino, dalla zona rurale, deve fisicamente recarsi nel centro di distribuzione sopportando costi e disagi” scrive ancora il deputato azzurro, per poi domandare alla ministra “quali iniziative di competenza… intenda porre in essere per tutelare le farmacie rurali con la loro importantissima funzione sociale” e   se, a tale scopo, “intenda promuovere un tavolo di confronto con le Regioni al fine di individuare soluzioni che preservino e tutelino la funzione sociale delle farmacie rurali, consentendo alle stesse di essere parte attiva anche nella distribuzione di farmaci oggi erogati solo mediante distribuzione diretta da Asl e ospedali”.

 

L’interrogazione n. 4/02418 dell’on. Galeazzo Bignami (Fi) sulle farmacie rurali