Ddl Semplificazioni: emendamenti su farmacie, scatta lo stop

Roma, 22 gennaio –  Si fermano davanti al primo ostacolo tutti gli emendamenti al ddl Semplificazioni dedicati a farmacie e parafarmacie. Il semaforo delle Commissioni riunite Affari costituzionali-Lavori pubblici del Senato è irrimediabilmente scattato sul rosso per tre delle proposte correttive bipartisan (le prime firme erano quelle di Vasco Errani di Leu, Claudio Fazzone di Forza Italia e Alberto Balboni  di Fratelli d’Italia) che “al fine di semplificare l’acceso al farmaco e stimolare lo sviluppo del settore”,  si proponevano di allargare la dispensazione dei farmaci di fascia C con ricetta anche alle parafarmacie e ai corner della Gdo.

Respinto anche l’emendamento, anche questo a prima firma di Errani, che  prevedeva l’obbligo di affidare “in tutte le strutture sanitarie private, ove sono utilizzati farmaci, l’approvvigionamento, la conservazione, l’allestimento e la distribuzione” degli stessialla “responsabilità di personale farmacista opportunamente inquadrato nell’organigramma“.

Accantonate, invece (e dunque con la possibilità di essere riproposte in Aula) le proposte correttive volte a “contingentare” la presenza del capitale  nella proprietà delle farmacie, riservando il 51% delle quote ai farmacisti iscritti all’albo: la misura era avanzata negli emendamenti a prima firma di Stanislao Di Piazza (M5s) Sonia Fregolent (Lega) e ancora Errani. Lo stesso esponente di Leu aveva anche presentato un altro emendamento dove, oltre al paletto del 51%, era contenuta anche la previsione della fascia C con ricetta al di fuori della farmacia.: anche questo è stato inevitabilmente accantonato, così come quello a prima firma del senatore pentastellato Stefano Patuanelli,  volto ad abbassare dal 20 al 10% il tetto delle farmacie controllate a livello regionale da uno stesso soggetto, sia esso una società di capitale o una coopertiva a responsabilità limitata.

Non c’è invece neppure stato bisogno di esamniare l’emendamento a prima firma quella del presidente della Commissione Igiene e sanità Pierpaolo Sileri (M5S), che introduceva la “facoltà di chi ha la titolarità o la gestione della farmacia di prestare servizio in orari e in periodi aggiuntivi rispetto a quelli obbligatori, dandone preventiva comunicazione all’autorità sanitaria locale che, sentito l’ordine dei farmacisti competente per territorio, delibera nel merito”.  Sileri lo aveva già ritirato nella seduta delle Commissioni riunite di giovedi scorso e una scelta analoga è stata fatta da un altro senatore pentastellato, Saverio De Bonis,  che ha ritirato il suo articolato emendamento nel quale proponeva sia la liberalizzazione della fascia C, sia il paletto del 51% per le società di capitale proprietarie di farmacie.

L’esame del provvedimento (il cui arrivo in Aula era atteso per oggi, ennesima previsione rivelatasi erronea) continuera oggi in Commissioni riunite: restano da passare al setaccio gli emendamenti riferiti ai due ultimi articoli del testo del provvedimento, il 10 e l’ 11, dedicati rispettivamente alle Semplificazioni amministrative in materia di istruzione scolastica, di università, di ricerca  e all’Adeguamento dei fondi destinati al trattamento economico accessorio del personale dipendente della pubblica amministrazione.