Der Spiegel: “Pfizer finanziava campagne contro la e-cig”

Roma, 30 agosto – Il colosso farmaceutico Pfizer avrebbe finanziato per milioni di euro campagne e associazioni tedesche contro l’uso della sigaretta elettronica, e ciò allo scopo di poter continuare a mantenre alti i livelli del mercato dei prodotti per smettere di fumare, come le gomme da masticare, i medicinali e i cerotti (un giro di affari di oltre 2 miliardi di dollari) dei quali l’azienda è una delle principali produttrici.

A lanciare il clamoroso scoop è il settimanale tedesco Der Spiegel. Secondo l’inchiesta del giornale, la big pharma americana avrebbe effettuato ingenti donazioni all’Aktionsbündnis Nichtrauchen (Abnr, Alleanza tedesca contro il fumo), composta da 15 istituzioni, oltre a piazzarvi un proprio rappresentante nel direttivo stesso.

I finanziamenti, partiti nel 2009, come ammesso dalla stessa Abnr, sarebbero stati concessi in cambio della pubblicazione di informazioni sulla sigaretta elettronica, che ignoravano volutamente le evidenze scientifiche come la ridotta nocività delle e-cig e la loro efficacia doppia – secondo le eidenze emerse da studi condotti nel Regno Unito e negli USA, rispetto alle soluzioni offerte dall’industria farmaceutica. Tra le quali – è il caso di rcordalo – c’è  anche Champix, il farmaco più venduto contro la dipendenza da nicotina, venduto proprio da Pfizer.

La notizia, che si è sparsa a macchia d’olio su tutti i media nazionali e non, ha i suoi lati oscuri e l’ente sanitario americano adesso è sotto accusa per la “presunta” falsa notizia della morte di un individuo per colpa di una sigaretta elettronic

Lo scoop di Der Spiegel porta ovviamente a riconsiderare l’allarme provocato soltanto due giorni fa negli USA  dal primo morto per colpa di una sigaretta elettronica. Sembra che la notizia – che ha fatto rapidamente il giro di tutti i giornali  del mondo – non abbia infatti riscontri ufficiali sufficientemente probanti. A comunicarla è stato il dipartimento di sanità pubblica dell’Illinois (Idph), che ha dichiarato di essere “venuto a conoscenza della morte di un individuo che aveva recentemente svapato ed era stato ricoverato in ospedale con gravi problemi respiratori”. Dal che emerge che si è in realtà presenza di una informazione de relato  relativa a un uomo di cui non si conosce nome, età, condizioni di salute pregressa,  morto per complicazioni respiratorie presumibilmente legate all’aver inalato con una e-cig.

Il comunicato del dipartimento americano continua affermando che “Il numero di casi di persone segnalate all’Idph che hanno usato sigarette elettroniche o svapate e sono state ricoverate in ospedale con sintomi respiratori è raddoppiato nell’ultima settimana. Un totale di 22 persone, di età compresa tra 17 e 38 anni, hanno avuto complicazioni respiratorie dopo aver usato sigarette elettroniche o svapate. Idph sta lavorando con i dipartimenti sanitari locali per indagare su altre 12 persone”.

“Secondo il Cdc – si legge ancora nel comunicato – in molti casi, incluso l’Illinois, i pazienti hanno riconosciuto al personale sanitario l’uso recente di prodotti contenenti tetraidrocannabinolo (THC). Tuttavia, nessun prodotto specifico è stato identificato in tutti i casi, né nessun prodotto è stato definitivamente collegato alle malattie. Anche se i casi sembrano simili, non è chiaro se questi casi abbiano una causa comune o se si tratti di malattie diverse con sintomi simili”.

Titolare a tutta pagina, come pure hanno fatto molti giornali, che le e-cig uccidono, dunque, se non è una fake new è comunque una forzatura che va strame delle regole della buona informazione. E il sospetto  che ci possa essere una influenza esterna su queste notizie “allarmanti” – anche alla luce dello scoop di Der Spiegel – non può certamente essere esclusa.