DiaDay 2018, Cossolo: “Un fiore all’occhiello di Federfarma”

Roma, 6 giugno – “Un fiore all’occhiello di questa consiliatura di Federfarma”. Basta questa orgogliosa definizione del presidente Marco Cossolo  (nella foto), per restituire appieno il  significato che il sindacato dei titolari di farmacia attribuisce a DiaDay, la campagna nazionale di screening per la prevenzione del diabete effettuata gratuitamente dalle farmacie di comunità, della quale sono stati presentati ieri i risultati finali dell’edizione 2018, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede nazionale del sindacato.

Un orgoglio pienamente giustificato, quello di Cossolo, a fronte delle cifre rese note ieri, su tutte quella dei quasi 5000 diabetici che non sapevano di esserlo individuati grazie al controllo dei 128.041 soggetti che si sono sottoposti allo screening realizzato nelle 5112 farmacie  che hanno aderito all’iniziativa in tutto territorio italiano, 1600 delle quali rurali (e tra queste ben 985 rurali sussidiate, “a dimostrazione che le farmacie di comunità sono ingrado di portare la prevenzione e i messaggi di salute anche nelle più piccole località”, come ha voluto sottolineare lla presidente di Sunifar Silvia Pagliacci).

Dei quasi 130 mila pazienti monitorati,  il 59% era donna e il 41% uomo, con una prevalenza di pazienti in età adulta e avanzata:  il 45% dei cittadini che hanno aderito allo screening aveva più di 64 anni; il 68% più di 54 anni; l’83% più di 44 anni, confermando in buona sostanza le caratteristiche del  campione di popolazione esaminato nel corso della prima edizione del DiaDay nel 2017.  Dei 128.041 individui monitorati, 11.944 soggetti (pari al 9,33%) hanno detto al farmacista di  essere diabetici. A questi è stato somministrato un questionario per valutare l’aderenza alla terapia. I restanti 116.097 soggetti dichiaratisi non diabetici sono stati invece sottoposti allo screening, consistente nella misurazione dei valori glicemici e nel  test di Tuomilheto.  Sono risultate diabetiche (ovvero con valori di glicemia uguali o maggiori di 126 mg/dl dopo digiuno notturno oppure con glicemia rilevata in qualsiasi momento della giornata maggiore di 200 mg/dl) 4.893 persone, il 4,21% della popolazione “scrinata”, in prevalenza uomini (58,68% contro il 41,32% di donne) e con età al di sopra dei 55 anni: il 20,66% sono persone nella fascia tra 55 e 64 anni; il 65,38% persone con più di 64 anni .

Ma la rilevazione ha anche consentito di rilevare (tra i 41.248 soggetti su cui è stato possibile farlo perché digiuni al momento dell’esame) anche 18.635 soggetti prediabetici, almeno per gli standard delle linee guida dell’American Diabetes Association (Ada), più restrittive di quelle dell’Oms, sulla base delle quali i prediabetici individuati da DiaDay 2018 sarebbero invece 7.916 soggetti. Il prediabete, è opportuno ricordarlo, è una predisposizione al diabete asintomatica, caratterizzata da valori di glucosio nel sangue – necessariamente rilevati a digiuno –  lievemente superiori alla norma.

Il questionario avallato dalla comunità scientifica internazionale somministrato dalle farmacie durante le campagna ha permesso di calcolare – grazie a domande su età e sesso,  familiarità con la patologia, stili di vita e alimentazione –  il rischio di sviluppare il diabete nei 10 anni successivi  nei soggetti prediabetici e in quelli normali. Dall’elaborazione delle risposte è risultato che  il rischio di contrarre la patologia nei 10 anni successivi è molto elevato (50%) per il 2,55% dei soggetti normali, percentuali in linea con quelle dell’anno precedente.

Anche dal questionario finalizzato a valutare nei quasi 12 mila cittadini dichiaratisi diabetici l’aderenza alla terapia prescritta dal medico sono arrivati dati interessanti: il 61,05% di loro ha dimostrato di avere  familiarità con la patologia e l’82,41% ha dichiarato di non avere complicanze.  La maggior parte di coloro che hanno complicanze hanno il diabete da più di tre anni. È anche emerso che al 70,03% dei diabetici noti sono stati prescritti restrizioni dietetiche e farmaci orali; al 13,28% è stata prescritta solo la dieta alimentare; all’11,02%  sono stati prescritti dieta, farmaci orali e insulina; al 5,67%  dieta e insulina. Il 62,61% dei diabetici noti dichiara di fare l’automisurazione della glicemia; il 49,03% si sottopone al dosaggio dell’emoglobina glicata: di questi il 46,82% ogni sei  mesi; il 5,49% lascia passare più di un anno tra una misurazione e l’altra; il 22,37 la fa ogni tre mesi; il 25,31 ogni anno. Per quanto riguarda l’età  va  notato  che al crescere dell’età si  inverte il rapporto tra soggetti prediabetici e diabetici (in quanto il prediabete è evoluto in diabete).  Fino a 64 anni i prediabetici sono piu’ dei diabetici. Oltre i 64 anni il rapporto si inverte: i diabetici sono più dei prediabetici.

Altri dati sono ricavabili dai documenti diffusi ieri alla stampa (una sintesi delle evidenze dello screening e una presentazione powerpoint dei risultati)

Unanimemente positivi i commenti degli intervenuti alla conferenza stampa (la prof. Frida Leonetti della Società italiana di Diabetologia, la rappresentante di Cittadinanzattiva Anna Lisa Mandorino e gli altri rappresentanti dei vertici Federfarma, Vittorio Contarina, vicepresidente, e Marco Bacchini, consigliere).

A rilevare e sottolineare i contenuti professionali dell’iniziativa è stato il vicepresidente della Fofi Luigi D’Ambrosio Lettieri, che ha definito il DiaDay “il paradigma dell’evoluzione della farmacia e della professione farmaceutica”, perchè capace di testimoniare con efficacia che questo binomio non è più e solo centro di dispensazione del farmaco, per quanto centrale essa rimanga, ma anche di erogazione di servizi di tipo cognitivo e ad alto livello di professionalità. D’Ambrosio, al riguardo, ha ricordato l’impegno che Fofi e Federfarma stanno profondendo in questa direzione, da ultimo anche nella partecipazione attiva al tavolo ministeriale che sta definendo i criteri della “farmacia dei servizianche ai fini della loro retribuzione, nella cornice della sperimentazione condotta, con un finanziamento di 36 milioni in tre anni, in nove Regioni del Paese, guardando in particolare “alla standardizzazione dei processi e alla misurabilità dei risultati per valutare le ricadute economiche e sociali dei servizi resi in farmacia dal farmacista, così da certificarli ed essere in grado di calcolarne la remunerazione”.

 

• DiaDay 2018, sintesi delle evidenze

• DiaDay 2018 -Presentazione powerpoint dei risultati