Diabete, dal 12 al 18 novembre il DIAday 2018 di Federfarma

Roma, 19 settembre – “Una concreta, plastica dimostrazione del ruolo della farmacia nelle campagne sanitarie di prevenzione primaria e secondaria, che rientra nell’ambito di quei servizi – in particolare cognitivi – sui quali puntiamo per assicurare alla farmacia il necessario sviluppo come presidio di salute di prossimità, primo riferimento sanitario dei cittadini sul territorio”.

Così Marco Cossolo, presidente di Federfarma, ha sintetizzato il significato di DIAday, la grande campagna di screening del diabete tenutasi lo scorso anno, nel corso di un ncontro tenutosi ieri a Roma nell’Aula Cosimo Piccinno del Ministero della Salute.

Un appuntamento utile a fare il bilancio definitivo dell’iniziativa, che ha registrato un grande successo e, insieme, un grande apprezzamento della comunità sanitaria, delle istituzioni e della stessa opinione pubblica. Nelle 5.671 farmacie italiane che l’anno scorso hanno partecipato volontariamente all’iniziativa, sono stati infatti monitorati gratuitamente 160.313 cittadini in soli 11 giorni, rilevando 19.077 soggetti diabetici (11.90% del campione) e – dato ancora più rilevante – 4.415 persone che non sapevano di avere il diabete, ovvero il 3% dei soggetti che si sono sottoposti allo screening senza aver ricevuto in precedenza una diagnosi di diabete e che, proprio grazie a DIAday, hanno potuto avviarsi verso le cure più opportune,  evitando l’aggravamento della malattia e le conseguenti complicanze, sia sanitarie, sia di qualità di vita, sia economiche.

“Si è trattato di un’esperienza molto importante, anche se ridotta nei numeri” ha detto ancora Cossolo. “E dico ‘ridotta” soltanto perché sono certo e voglio che la rete delle farmacie faccia di più, perché può fare ancora di più in ragione delle sue immense potenzialità. E proveremo ad alzare l’asteicella già da quest’anno, per testimoniare, se ve ne fosse ancora bisogno, che la rete delle farmacie è una realtà che funziona”.

A spiegare come il DIAday 2018 cercherà di superare i lusinghieri risultati dello scorso anno ha provveduto la presidente di Sunifar Silvia Pagliacci (nella foto),  colei che – sviluppando un’esperienza condotta negli anni scorsi nella sua Regione, l’Umbria – ha fortemente contribuito alla decisione di impegnare il sindacato nell’importante iniziativa di prevenzione su scala nazionale: “Intanto, abbiamo ulteriormente rafforzato il board scientifico di DIAday, che è già al lavoro, per migliorare ulteriormente la campagna e portare a casa risultati numericamente e qualitativamente più significativi” ha detto Pagliacci. “Confidiamo in un aumento delle farmacie aderenti e quest’ann0 facciamo uno step in più, provando a misurare anche il controllo dell’aderenza alla terapia per i pazienti diabetici con scompenso, rilevazione che si andrà ad aggiungere alla misurazione della glicemia e alla somministrazione dei questionari, costruiti, come già nell’esperienza umbra, sul modello internazionalemnte validato del Finnish Diabetes Risk Score”.

Pagliacci, nel suo intervento, non ha ovviamente mancato di ricordarne il significato valoriale: “Come farmacisti che operano sul territorio, nel cuore delle comunità, sappiamo e pensiamo che la salute non è una merce, ma un diritto, che tutti – ciascuno con il suo impegno – dobbiamo fare in modo per garantire. E da presidente delle farmacie rurali, ho particolarmente a cuore che anche le farmacie più piccole, isolate e fragili, anche quelle che operano in un container tra le macerie di un paese terremotato, non smettano mai per un momento di essre, anche attraverso iniziative come questa, un presidio di salute di s prossimità a disposizione del cittadino”.

Del ruolo dei cittadini, nel corso dell’incontro di ieri, ha diffusamente parlato Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, motivando la convinta adesione della sua associazione al DIAday con la convinzione – condivisa con Federfarma – che a 40 anni dalla sua nascita il Ssn abbia bisogno di un surplus di impegno da parte di tutti: “È il momento di alzare il livello dell’impegno” ha detto Gaudioso “e questo vale anche per le farmacie, che in molte località del Paese sono l’unico presidio di salute operante. Chi ha a cuore le sorti del nostro sistema di salute universalistico e solidaristico deve assumersi più responsabilità fare di più. E DIAday è un modo per farlo, perchè non è solo una strategia di comunicazione, ma ragione in termini di servizio e di obiettivi concreti, guardando agli interessi e alla salute del cittadino. E il tempo  dedicato ai ccittadini non è mai tempo perso, ma tempo investito”.

Un’iniziativa importante come DIAday ha ovviamente bisogno anche di supportui organizzativi e logistici, assicurati da Promofarma e da Federfarma Servizi, partner indispensabili per la buona riuscita della campagna, come hanno testimoniato gli interventi dei rispettivi presidenti, Nicola Stabile e Antonello Mirone.

A sintetizzare il senso dell’intera iniziativa, che è stata peratro illustrata nel volume DIAday – la più importante iniziativa italiana di screening del diabete, presnetato ieri, è stato il vicepresidente della Fofi Luigi D’Ambrosio Lettieri, che nel corso della sua esperienza in Senato molto si è speso – anche come presidente deell’Intergruppo parlamentare “qualità della vita e diabete”  – sulla tematica della prevenzione di questa patologia. “La campagna DIAday è il paradigma di un modello virtuoso” ha esordito D’Ambrosio Lettieri “e a un tempo una concretizzazione della linea politico-professionale indicata da tempo dalla Fofi, quella della farmacia dei servizi, finalizzata a valorizzare il ruolo della farmacia come presidio fondamentale della sanità territoriale, dove può e deve concorrere alla gestione delle cronicità, che assorbono il 70% delle risorse del Ssn”.

E, tra le malattie croniche, il diabete “pesa” assai: “Nel nostro Paese ci sono 3,8 milioni di diabetici, e un milione non sanno di esserlo” ha detto ancora il vicepresidente Fofi “per tacere di chi è in pre-diabete e non fa nulla per evitare l’ingravescenza della sua condizione, con inevitabili conseguenze per la sua qualità di vita e per i conti della sanità pubblica. Si stima che il diabete produca per le casse pubbliche costi dell’ordine dei 20 miliardi di euro”.

L’incontro di ieri è stato però anche occasione per annunciare la seconda e ormai non lontana  edizione di DIAday, che si svolgerà (tutti i dettagli saranno resi noti prossimamente) nella settimana dal 12 al 18 novembre prossimi.