“Farmaci dell’amore”, allarme degli urologi: cresce l’acquisto online

Roma, 28 settembre – Si stima che un numero consistente di italiani, compreso tra i tre e i cinque milioni, soffra di  disfunzione erettile e – in larghissima parte – abbia fatto uso  sono almeno una volta di farmaci che contrastano questo disturbo. Comprensibile, dunque, che una massa così rilevante di persone (stiamo parlando di una percentuale compresa tra il 10 e il 17% dell’intera popolazione maschile nazionale, pari a circa 30 milioni), abbia dato origine a un mercato massiccio, che è stato poi favorito dalla scadenza dei brevetti dei farmaci più noti e della contestuale commercializzazione dei loro equivalenti.

Un vero e proprio boom che ha portato con sè anche un altro aumento esponenziale, quello dell’acquisto  di quesi farmaci on line, dove notoriamente le brutte sorprese sono all’ordine del giorno, per l’altissima percentuale di farmaci falsi e contraffatti e comunque non garantiti che vi circolano, Indicativi, al riguardo, gli esiti dell’Operazione Pangea IX del 2016, condotta nel 2016 in 13 aeroporti italiani per contrastare la vendita illegali di farmai. In soli sette giorni, vennero sequestrati ben 80 mila confezioni di medicine illegali: ai successivi controlli è risultato che il 31% di questi prodotti venduti on line non contenevano alcun principio attivo, nel 20%  dei casi ne contenevano uno diverso da quello dichiarato o era presente in dosi sbagliate, per ecceso o per difetto,  più del 15% era contenuto in confezioni false e circa uno su dieci (l’8,5%)  conteneva alti livelli di impurità e agenti contaminanti.

Inevitabile, dunque, che il terreno delle “pillole dell’amore” acquistate on line sia un campo minato che espone a non pochi e gravi rischi. Un allarmne in questo senso arriva dagli urologi: “Per molti uomini rivolgersi ai medici per i problemi di disfunzione erettile è ancora oggi un tabù” spiega Sergio Leoni, responsabile del reparto di Urologia del Centro Medico Lazzaro Spallanzani di Reggio Emilia e membro della Siu,  la Società italiana di Urologia. “L’imbarazzo causato dai problemi inerenti la sfera sessuale fa sì che molti ricorrano al fai da te, mettendo in pericolo la propria salute con l’illusione di poter trattare autonomamente dei sintomi che non andrebbero trascurati. Inoltre, si è spesso attratti dai prezzi molto bassi che si trovano in rete, senza però prendere in considerazione che questi farmaci non subiscono nessun tipo di controllo”.

“Si tratta di prodotti che provengono spesso dall’India e dai Paesi dell’Europa dell’Est, ma anche da Germania e Regno Unito” prosegue Leooni. “Spesso sono di difficile individuazione perché contenuti in piccoli blister inseriti direttamente in raccomandate internazionali, rendendo molto arduo per le forze dell’ordine il loro riconoscimento”.

Per arginare la crescente abitudine a rivolgersi al web per l’acquisto di questi farmaci, bisognerebbe avviare campagne di sensibilizazione e informazione molto più massicce e penetranti di quelle fin qui condotte (in particolare da Aifa). Ma, nel caso specifico dei prodotti per la disfunzione erettile,  diventa fondamentale anche far conoscere che esistono trattamenti alternativi a una problematica che affligge milioni di persone, come ad esempio la terapia a onde d’urto, metodica che è però ancora poco conosciuta in Italia.

“Questa nuova tipologia d’intervento contro la disfunzione erettile” spiega Leoni “garantisce ottimi risultati, soprattutto perché non presenta effetti collaterali e perché è mirata a risultati duraturi nel tempo. Recenti studi hanno dimostrato come il 70% dei pazienti sottoposti al trattamento abbiano avuto netti miglioramenti della funzione erettile, consentendo loro di non utilizzare più farmaci per via orale o, nei casi più gravi, di rispondere ai farmaci che non presentavano più efficacia”.

Uno dei principali aspetti positivi di questa moderna terapia è la durata dei risultati: le “pillole dell’amore” funzionano per un limitato periodo dalla loro assunzione on demand. Le onde d’urto, invece, sono una terapia riabilitativa e i benefici durano da 6 ai 12 mesi nella maggior parte dei casi. Inoltre, non necessitando di anestesia, è poco invasiva: la prassi prevede l’applicazione di 3.000 onde d’urto sui corpi cavernosi sul perineo. Il trattamento dura sei settimane, con 1-2 applicazioni settimanali a seconda dei casi. La tecnologia delle onde d’urto, nata in Israele qualche anno fa per trattare i calcoli renali, consiste in onde acustiche ad alta energia che stimolano la circolazione peniena, favorendo la formazione graduale di nuovi vasi sanguigni che garantiscono un’erezione spontanea.

In ogni caso, resta cruciale la massima cautela nell’acquisto di “pillole blu” et similia: al riguardo, Leoni lancia un appello a chiunque sia tentato di affidarsi all’acquisto di pillole contraffate on-line: “Rivolgetevi a un urologo e non vergognatevi, presto la figura dell’urologo sarà paragonabile a quella del ginecologo per la donna; saranno consigliati sempre più controlli periodici e visite per la prevenzione”.