Distribuzione diretta, Federfarma: Farmacie, documentate gli sprechi

Roma, 2 novembre –  Non è una dichiarazione di principio contro la distribuzione diretta dei farmaci, ma una sacrosanta battaglia contro le storture provocate dal ricorso eccessivo e incontrollato, da parte delle Regioni, a una modalità distributiva caratterizzata ancora da troppe opacità. Una battaglia che Federfarma ha ora deciso di  combattere anche attraverso la “mobilitazione” dell’intero esercito delle farmacie territoriali, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulle conseguenze, concrete e pesanti, che il fenomeno produce a danno del Ssn e quindi dei cittadini.

Questo il significato della circolare che Federfarma ha inviato nei giorni scorsi alle proprie articolazioni territoriali per far luce su casi di spreco provenienti dalla distribuzione diretta, sulla base delle segnalazioni giunte in farmacia.

“Giungono periodicamente segnalazioni con le quali si evidenzia che sovente singoli cittadini si recano nelle farmacie per richiedere la possibilità di restituire confezioni integre di medicinali ottenuti tramite distribuzione diretta dalle strutture pubbliche” si legge nella circolare inviata a Associazioni provinciali e Unioni regionali. “Federfarma ritiene utile, nell’interesse generale, far luce su tale ricorrente fenomeno soprattutto in tale momento congiunturale nell’ambito del quale tanta attenzione è posta ed evitare sprechi e inefficienze in sanità. Naturalmente” precisa la circolare “l’intento non ha carattere di scientificità, volendo esclusivamente far emergere le sommarie dimensioni del fenomeno”.

L’invito, estremamente chiaro, è quello di prendere nota di tutti i casi in cui pazienti o loro familiari si rivolgono alle farmacie per riportare i farmaci della distribuzione diretta non più utilizzati, magari documentando fotograficamente queste “restituzioni”, e di inviare la relativa documentazione alla propria associazione provinciale, Sarebbe anche utile, precisa Federfarma,  corredare questi dossier informativi,  quando possibile, “con alcune qualificanti informazioni aggiuntive, come il riferimento della struttura erogante o al periodo di terapia al quale si riferiva il quantitativo consegnato”.