Distribuzione farmaci, infiltrazioni della mafia, otto arresti a Messina

Roma, 29 ottobre – I Carabinieri del Ros, coordinati dalla Procura di Messina, hanno arrestato questa mattina 8 persone per associazione mafiosa, traffico di influenze illecite, estorsione e turbata libertà degli incanti, aggravati dall’avere agevolato il gruppo Romeo-Santapaola.

Al centro dell’inchiesta ‘Beta 2’. riferisce un lancio Ansa di questa mattina, la collaborazione di Biagio Grasso che ha ricostruito, tra l’altro, gli interessi del gruppo anche nella gestione di distribuzione farmaci tra la Sicilia e la Calabria col progetto della creazione di un hub a Milazzo,  che avrebbe aumentato esponenzialmente le potenzialità di intervento nel settore. Il gruppo, inoltre, aveva promesso 20.000 euro a titolo di acconto da corrispondere a un funzionario della società Invitalia per ottenere l’inserimento di un progetto contro la ludopatia in una graduatoria per ricevere un finanziamento di circa 800 mila euro, di cui il 40%-50% a fondo perduto. Contestata anche la turbativa d’asta commessa da un dipendente dell’ufficio urbanistica del comune di Messina per alterare la gara d’acquisto di alloggi da assegnare ad abitanti delle novantacinque baracche di “Fondo Fucile”.

Da fonti di informazione locali emergono particolari inquietanti in ordine alle infiltrazioni nel settore dei farmaci e, in particolare, sul progetto di costituire uno snodo operativo a Milazzo. In una circostanza, confermata dall’interessato, ad un farmacista in difficoltà poiché in debito la società fornitrice, sarebbe stato addirittura “consigliato” di “farsi prestare i soldi dalla malavita”.

È emerso che il gruppo aveva la capacità di incidere anche sull’espressione del voto in alcune zone della città di Messina, come emerso da alcune intercettazioni telefoniche.