Emicrania, conferme sull’efficacia del farmaco che la previene

Roma, 24 ottobre – Si apre una nuova speranza per i milioni di persone costrette a convivere, spesso da molti anni,  con il dolore dell’emicrania.  Erenumab, molecola sviluppata per prevenire l’emicrania, avrebbe infatti dimostrato  effetti positivi sui pazienti che soffrono di emicrania sporadica  in termini di riduzione della durata delle crisi algiche,  numero di giorni di emicrania, ma anche perchè consente ai pazienti di riprendere possesso della loro vita quotidiana.

Erenumab agisce bloccando del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina. È quest’ultimo, nello specifico,  a svolgere un ruolo critico nella malattia. La conferma dell’efficacia del farmaco arriva da uno studio pubblicato su Lancet,  condotto su pazienti con emicrania episodica che hanno provato senza successo da due a quattro precedenti trattamenti preventivi. “I pazienti trattati con erenumab” informa Novartis, titolare del nuovo farmaco “hanno presentato un miglioramento significativo in tutti gli endpoint primari e secondari dello studio”.

I dati dello studio dimostrano che, rispetto al placebo, dal basale all’ultimo mese di terapia, i pazienti emicranici trattati con erenumab hanno presentato in più del doppio dei casi una riduzione del 50% o più del numero di giorni di emicrania. Inoltre, i pazienti  trattati con questo medicinale hanno presentato, in quasi il triplo dei casi, una riduzione di almeno il 75% dei giorni di emicrania, e il 6% è risultato completamente libero da episodi di emicrania rispetto a nessun paziente con placebo.

Nel complesso, la tollerabilità e la sicurezza di erenumab sono state simili a quelle del placebo, in linea con i risultati ottenuti durante l’intero programma di sperimentazione clinica, condotto su oltre 3.000 pazienti.

L’efficacia di erenumab è stata testata come opzione terapeutica preventiva per tutti i tipi di emicrania, compresi quelli particolarmente difficili da trattare.  A oggi, il farmaco è stato approvato nello spazio economico europeo, negli USA, in Canada, in Australia, in Svizzera, negli Emirati Arabi Uniti e a Singapore. La nuova molecola apre di fatto una nuova prospettiva di cura a quei pazienti emicranici che finora non erano riusciti a trovare terapie preventive efficaci.