Emilia Romagna, resi noti i dati sui consumi di cannabis terapeutica

Roma, 19 giugno – Cresce il consumo di farmaci a base di cannabis in Emilia-Romagna, e più della metà dei 1.031 pazienti che ne hanno fatto uso arrivano da fuori Regione. Questo il dato più significativo emerso dal bilancio dei circa venti mesi trascorsi dal 1° settembre 2016, quando la Regione “sdoganò” la sostanza per uso terapeutico in ambito Ssn, e fine aprile 2018.

I dati, registrati dal sistema informativo regionale (Sole) sul quale transitano le prescrizioni elettroniche di medici convenzionati especialisti del sistema sanitario regionale, sono stati resi noti ieri  Commissione consiliare alla presenza dell’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi (nella foto) e dei rappresentanti delle associazioni di pazienti, medici e farmacisti.

La progressione dei consumi è plasticamente rappresentata dalle quantità di infiorescenze essiccate di cannabis fin qui utilizzate: i 31 kg del 2016 sono diventati  53 nel 2017 e saliranno ancora sensibilmente nel 2018, se si considera che nel solo primo trimestre dell’anno ne sono stati già consumati 24 kg.
Sugli oltre mille pazienti curati  con farmaci a base di cannabis da settembre 2016 ad aprile 2018,  il 63% sono donne e circa un terzo ha più di 65 anni. I preparati sono stati utilizzati principalmente per il trattamento del dolore neuropatico cronico di intensità elevata e resistente a trattamenti convenzionali (65%). Un altro 15% ha riguardato la riduzione del dolore in pazienti affetti da sclerosi multipla, associato a spasticità e resistente alle terapie convenzionali (15%).

Le farmacie convenzionate che ad oggi erogano preparazioni a base di cannabis sono state in totale 31: 12 in Romagna, cinque a Modena, quattro a Bologna, tre a Imola e a Parma, due a Reggio Emilia e a Ferrara.

“La presenza sul territorio regionale di numerose farmacie convenzionate” commenta al riguardo la Regione “ha determinato un largo afflusso di pazienti provenienti da tutta Italia. Più della metà del consumo complessivo, infatti, riguarda la cura di pazienti non residenti”.

In questi anni, ha aggiunto Venturi, “possiamo dire che l’offerta terapeutica ha funzionato, a parte qualche difficoltà di approvvigionamento tra fine 2017 e inizio 2018, dovuta principalmente all’afflusso di pazienti da altre regioni nelle farmacie del nostro territorio e al superamento delle quote di prodotto importato dall’estero”