Epatite C, sofosbuvir nel 2020 fuori dal fondo innovativi, chi paga?

Roma, 12 febbraio – Si profila un allarme per gli italiani con epatite C, malattia dalla quale oggi è possibile guarire grazie a sofosbuvir & C., classe di farmaci innovativi ai quali hanno avuto accesso, fino a oggi, 167 mila pazienti. Molti, ma appena un terzo del totale di soggetti colpiti dal virus, che sono circa mezzo milione.  Poco male, si potrà pensare: un po’ per volta, le nuove teraie saranno somministrate a tutti. Ma in realtà non potrà essere così: l’anno corrente, il 2019, è infatti l’ultimo anno in cui gli anti-Hcv di nuova generazione saranno considerati innotivi e potranno dunque essere dispensati completamente a carico del Ssn, che come noto ha istituito all’uopo un apposito Fondo con finanziamento separato. Dal 2020, dunque, sofosbuvir & C.  saranno a carico del fondo ordinario della spesa farmaceutica,  rendendo piuttosto aleatorio (soprattutto in certe Regioni) l’accesso a questi farmaci.

A lanciare l’allarme è la Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige). “È dovere di tutti gli operatori sanitari impegnarsi ad avviare alla cura il maggior numero di soggetti possibile, prima di quella data” esorta  Filomena Morisco (nella foto),  del Dipartimento di Scienza degli Alimenti dell’Universitàdi Napoli Federico II.“Con l’uscita dalla lista dei farmaci innovativi dei farmaci anti epatite C, è prevedibile che si avranno dei problemi di spesa in varie Regioni, andando questi antivirali a gravare sulla spesa dei farmaci ordinari”.

L’obiettivo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), adottato anche dall’Italia, “è di ridurre del 65% entro il 2030 la mortalità  legata alle epatiti e del 90% le nuove infezioni”. Secondo i dati dell’Oms nel mondo ben 325 milioni di persone nel mondo sono affette da epatite cronica B (Hbv) o C (Hcv). La maggior parte di loro non ha accesso ai test diagnostici e alle terapie, ed è quindi a rischio di una lenta progressione della malattia epatica che può portare a cirrosi, cancro del fegato e morte.

Allo stato attuale, continua Morisco, “l’epatite virale è non solo una patologia clinicamente rilevante, ma un importante problema di salute pubblica, che richiede una risposta urgente a tutto campo”. Per eliminare la malattia, secondo l’esperta, bisogna interrompere della trasmissione dell’infezione: il vaccino per l’epatite B e i farmaci per l’epatite B e C sono una realtà, ed è necessario, spiega, “fare in modo che possano raggiungere e  aiutare tutti coloro che ne hanno bisogno”.