Farmacap, appello a Raggi: Governance subito o azienda muore

VIRGINIA RAGGI

Roma, 31 maggio – “Cara Virginia ti scrivo… “: a fronte dell’inerzia dell’amministrazione capitolina sui destini di Farmacap, l’azienda speciale delle farmacie comunali di Roma, le rappresentanze sindacali hanno deciso di rivolgere un nuovo e più diretto appello alla sindaca della città, Virginia Raggi (nella foto), indirizzandole il 29 maggio scorso una lettera per chiederle espressamente un intervento diretto e immediato volto a sbloccare la situazione mettendo fine allo stato di eccezionalità rappresentato dal commissariamento. In particolare,  Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Usi chiedono alla prima cittadina “la predisposizione di un bando per la selezione di un Consiglio di Amministrazione e conseguentemente, la selezione regolare di un nuovo direttore generale”, per restituire all’azienda un assetto organizzativo che garantisca una gestione fisiologica.

Chiaro il messaggio rivolto alla sindaca dalle sigle dei dipendenti: “Farmacap, senza una governance certa, muore”. L’attuale situazione di incertezza, scrivono i sindacati, “se protratta per un tempo ancora indeterminato, rischia di compromettere seriamente la sopravvivenza stessa dell’Azienda farma-socio-sanitaria, condannandola a un progressivo decadimento e probabilmente, alla privatizzazione. Non ultimo, nel breve periodo, il rischio concreto, di avere problemi per la stessa erogazioni degli stipendi”.
La lettera ricorda a Raggi le principali criticità dell’aziende, a partire dal calo di fatturato (sceso di 3 milioni di euro dal 2016 al 2017) e dalle condizioni del servizio che saranno rese ancora più difficili di quanto già non siano dalla ventilata riduzione del budget destinato alle singole farmacie per gli acquisti presso i grossisti, che determinerà inevitabilmente  una politica degli acquisti assolutamente inadeguata, “con intere categorie di prodotti carenti e/o insufficienti a soddisfare efficacemente la domanda della cittadinanza”.
Il cahier de doleances è lunghissimo: le farmacie comunali capitoline sono costrette a operare con una ormai cronica carenza di attrezzature di lavoro  (pc, stampanti, mouse, penne ottiche) che, quando presenti, sono obsolete, come gli stessi software di gestione, in  grave ritardo rispetto agli adeguamenti imposti dalle nuove disposizioni normative; situazioni strutturali ben olte il limite della decenza, come nel caso di una farmacia dove una
fuoriuscita di acque nere dal pozzetto ubicato nel sottoscala ha causato nell’ottobre del 2018 la rottura del robot per la distribuzione dei farmaci, costringendo il personale a lavorare in condizioni inadeguate, pur di garantire l’erogazione del servizio farmaceutico, senza che fino a oggi l’Azienda, nonostante le numerose segnalazioni del grave problema, abbia disposto un intervento risolutivo;  nessuna campagna promozionale sui servizi offerti da Farmacap alla cittadinanza (“nemmeno uno straccio di volantino”, sintetizzano i sindacati), nè offerte di panieri di prodotti a prezzi concorrenziali e più convenienti, a vantaggio delle fasce d’utenza maggiormente svantaggiate, in coerenza con il ruolo pubblico dell’Azienda. E poi ancora la pianificazione inadeguata dei periodi di chiusura delle farmacie e delle assunzioni a tempo determinato per i periodi estivi, il perdurare cronico della carenza di personale farmacista (25-30 unità in meno, secondo i sindacati), il servizio Recup sostanzialmente lasciato a se stesso con un software inadeguato e un’attrezzatura informatica obsoleta
Nella lettera, i sindacati stigmatizzano anche un nuovo fronte di criticità, la stipula di convenzioni gratuite con le Asl RM 1, 2 e  3 per lo screening del colon retto,  che assegnano a Farmacap, senza alcuna remunerazione, il ruolo di distribuire gli appositi kit, la successiva presa in consegna e custodia dei campioni, con accurata registrazione all’interno di un software dedicato. “Un lavoro gratis” evidenziano i sindacati “nonostante ci siano appositi stanziamenti di fondi dal Ssn alla Regione, proprio per finanziare questa forma di prevenzione; con un notevole e ‘sadico’  aggravio dei carichi di lavoro per il personale farmacista (numericamente insufficiente), a discapito  del servizi propri dell’Azienda alla cittadinanza”.
Inevitabili anche la censura al silenzio tombale sull’uso che la giunta intende fare della due diligence sui bilanci aziendali degli anni 2013, 2014 e 2015 e la critica alle mancate informazioni sull’approvazione dei bilanci 2013-2016 e sul bilancio 2017.
Da ultimo, la lettera delle sigle sindacali ricorda alla sindaca la mozione a prima firma del portavoce M5S nel Consiglio capitolino, Nello Angelucci, approvata  lo scorso 7 maggio, che impegna la sindaca e la sua giunta a predisporre nuovi organi di governo e controllo per Farmacap, alla realizzazione di un nuovo piano industriale, a predisporre l’approvazione dei bilanci in sospeso, a superare la delibera di dismissione fatta approvare dalla Giunta Marino (n.13/2015), a mantenere la forma giuridica di Azienda speciale, all’assunzione di personale e a prevedere piani di formazione. Implicito ma evidente il richiamo: come intende rispondere la sindaca a una sollecitazione così precisa che arriva dalla sua stessa maggiornanza?
L’ultimo cenno è al celere superamento del commissariamento, rispetto al quale (nonostante le dimissioni nello scorso gennaio del commissario Angelo Stefanori, che secondo i sindacati sarebbe però ancora in grado di intervenire sulla gestione dell’azienda) a oggi non esiste  alcuna garanzia.
“Ci siamo appellati direttamente alla Sindaca Raggi. Adesso ci aspettiamo una risposta ed una convocazione, che ci consenta di esprimere le tante problematiche” spiegano i  sindacati. “La battaglia per il rilancio di Farmacap e contro la privatizzazione, serve innanzitutto a salvare i nostri posti di lavoro”. E si tratta di una battaglia che le sigle dei lavoratori assicurano di essere pronti a combattere, assumendo “tutte le iniziative di mobilitazione necessarie”.