Farmacap società benefit? Assofarm chiarisce cosa sono

Roma, 21 gennaio – “Le società benefit costituiscono una possibile evoluzione virtuosa rispetto al modello tradizionale di società di capitali a scopo di lucro e la pone come interessante modello di riferimento per altre amministrazioni comunali, che hanno come scopo la tutela del benessere dei cittadini e la creazione di valore condiviso per tutti i portatori di interesse”.

Questa la conclusione della lunga nota diffusa questa mattina con la quale Assofar, insieme a B Lab Europe-Italia (l’organizzazione no profit che dal 2006 ha sviluppato il modello di società b e si occupa delle relativi certificazioni),  Assobenefit (l’appena nata associazione di categoria delle società benefit italiane),  Afam Spa società benefit e  Apoteca Natura perora la causa di questa particolare forma societaria, intervendo a chiarirne natura e scopi.

Un intervento originato dalla possibilità, ventilata da una delibera di fine anno della Giunta comunale di Roma, poi ratificata dall’assemblea consiliare, di trasformare l’azienda  speciale che gestisce le farmacie comunali della capitale in società benefit.

La nota della sigla presieduta da Venanzio Gizzi (nella foto) è in buona sostanza un’appassionata illustrazione delle molte virtù (e vantaggi collettivi) che deriverebbero dalla particolare forma giuridica delle società benefit  che rappresentano “un modello virtuoso di società di capitali, riconosciuto nel mondo anche con la denominazioni di benefit corporation (USA) o BIC (America Latina), che, in base a quanto espresso nello stesso statuto, mirano a bilanciare gli interessi degli azionisti con quelli degli altri portatori di interessi. Le SB si impegnano in termini di responsabilità, sostenibilità e trasparenza e assumono impegni ai quali le società di capitali a scopo di lucro che non siano società benefit non sono tenute”.
Al riguardo, la nota Assofarm cita il testo della legge n. 208/2o15,  che prevede che “le ‘società benefit’, nell’esercizio di una attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili,  perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e  sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse. Le finalità sono indicate specificatamente nell’oggetto sociale della società benefit e sono perseguite mediante una gestione volta al bilanciamento con l’interesse dei soci e con l’interesse di coloro sui quali l’attività sociale possa avere un impatto. Le finalità possono essere perseguite da ciascuna delle società di cui al libro V, titoli V e VI, del codice civile, nel rispetto della relativa disciplina”.
“Questo elemento distintivo le pone come una radicale evoluzione virtuosa rispetto al modello tradizionale di società di capitali a scopo di lucro” affermano ancora Assofarm e gli altri cofirmatari nella nota diffusa oggi. “Le società benefit creano valore sociale ambientale e economico e per questo si stanno rapidamente diffondendo in Italia, dove già se ne contano oltre 300. Anche in altri continenti il modello di società benefit / benefit corporation è in fase di diffusione, ad esempio è recente l’introduzione delle società BIC ‘de Beneficio e Protocollo Interes Colectivo’ in Colombia. Analoghe forme giuridiche sono in fase di valutazione o introduzione in altre decine di Paesi”.
In Italia, ricorda la nota,  esiste già un caso concreto che costituisce un riferimento in Europa e nel mondo, rappresentato da Afam, l’azienda delle Farmacie Comunali di Firenze. Afam, come si ricorderà,  era già stata acquisita nel 2016 da Apoteca Natura, società per azioni che ha proposto al comune di Firenze e ottenuto la trasformazione in società benefit, “proprio per assicurare il perseguimento di finalità di beneficio comune che altrimenti Afam che espandono e integrano nello statuto le finalità sociali già precedentemente previste dal contratto di servizio”.

Nello specifico, la sigla delle farmacie comunali presieduta da Venanzio Gizzi (nella foto) ricorda che “Afam si impegna a perseguire un impatto positivo e creare valore nelle seguenti direzioni: 1. Comunità; 2. supporto alla ricerca; 3. categorie svantagiate;  4. sostenibilità e approcci inclusivi per stranieri e turisti;  5. educazione e prevenzione” (cfr. nota delle Farmacie comunali Firenze).
“Assofarm, fin da subito, ha sostenuto la diffusione del modello benefit tra le sue associate attraverso incontri pubblici e diffusione di documenti di approfondimento” comìcnlude la nota Assofarm “perché in tale assetto giuridico-aziendale individua uno strumento ideale per il perseguimento di finalità sociali in un’operatività di mercato. Mix, quest’ultimo, che è il principale tratto distintivo delle farmacie comunali fin dalla loro nascita”.
La sigla delle farmacie comunali, convinta sostenitrice della forma giuridica della società benefit applicata alle farmacie, si dichiara a “disposizione per ogni chiarimento o approfondimento sul tema”.