Farmacap, Campidoglio dà l’ok a trasformazione, sindacati in rivolta

Roma, 7 gennaio – Entra nel vivo lo scontro su Farmacap, dopo che il 28 dicembre l’Assemblea capitolina a maggioranza M5S ha approvato la delibera della Giunta (la n.181/2018, per la cronaca) che dispone la razionalizzazione delle società partecipate da Roma Capitale di primo e secondo livello, tra le quali rientra anche l’azienda speciale socio-sanitaria che gestisce le farmacie comunali di Roma.
Una decisione che ha suscitato l’immediata e veemente reazioni dei sindacati, che con in una nota congiunta firmata Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Usi, accusano la maggioranza a Cinque Stelle di aver compiuto “un vero blitz istituzionale alla faccia della trasparenza e della coerenza“, facendo esattamente il contrario di quando, ai tempi di Marino sindaco, difendevano Farmacap “come azienda speciale (pubblica)”, facendone uno dei  temi della campagna elettorale.

Ora, invece, accusano i sindacati, “in soli 4 giorni, con le festività in mezzo, e senza nessun passaggio preliminare in Commissione, di fatto impedendo a consiglieri, cittadini e lavoratori, di leggere e poter intervenire per tempo, provando ad apportare correzioni”, l’amministrazione guidata da Virginia Raggi, che su Farmacap si era spesa e pronunciata anche con video pubblici, cambia completamente strada e approva una delibera che prevede un nuovo piano industriale contenente la trasformazione societaria dell’azienda, con la possibilità di farla diventare una società benefit, struttura societaria che i sindacati definiscono una “nuova forma di privatizzazione di importazione statunitense”.

 Nel mirino delle sigle sindacali finisce soprattutto  l’assessore al Bilancio capitolino Gianni Lemmetti (nella foto), ritenuto “responsabile  di una clamorosa omissione sulle reali intenzioni della Giunta, nell’incontro tenutosi ad ottobre con le organizzazioni sindacali di Farmacap, in Campidoglio”. In buona sostanza, l’assessore (del quale si sottolinea la provenienza livornese, quasi a sottolinearne l’alterità rispetto alla città e alla conoscenza della sua realtà e dei suoi problemi) viene accusato di aver mentito tacendo le vere finalità dell’amministrazione pentastellata in ordine al futuro di Farmacap.

Più ancora che Lemmetti, però, il vero bersaglio dei sindacati è il commissario straordinario dell’azienda, Angelo Stefanori, ritenuto qualcosa di molto di più che la “longa manus” del governo cittadino nelle decisioni sul futuro di Farmacap. Stefanori viene infatti accusato di aver provato “in questi ultimi mesi… a rassicurare e dividere lavoratori e lavoratrici, negando l’esistenza di progetti di trasformazione societaria, e fantasticando di un futuro radioso per l’Azienda”, un futuro che peraltro lo stesso commissario straordinario concorrerà a determinare in misura decisiva, essendogli stata affidata – scrivono i sindacati – “la stesura del piano industriale (tra l’altro da noi richiesto e mai consegnato)”.

E proprio qui si concentra l’attacco delle sigle sindacali confederali e di Usi,   per le quali “è inaccettabile che il piano industriale, infatti non condiviso con Organizzazioni Sindacali e lavoratrici/ori, contenga la trasformazione societaria dell’Azienda. Il gioco ora è scoperto. Il commissariamento dell’azienda serve a traghettare Farmacap verso la privatizzazione”.

Da qui l’annuncio di un innalzamento del livello dello scontro sindacale:  “Proseguiremo la mobilitazione iniziata il 18 dicembre per la salvaguardia dei posti di lavoro e dei servizi erogati, per il ripristino dell’ordinarietà statutaria dell’Azienda speciale con la fine del commissariamento, del lungo stallo che sta gravando completamente sulle spalle delle/i lavoratrici/ori, per un reale piano di sviluppo dell’Azienda, finora assente” concludono il loro comunicato i sindacati. “È ora di far ascoltare la voce di lavoratrici/ori, cittadine/i. È ora di mobilitarsi”.