Farmacap, l’assessore Lemmetti: “Nessuna cessione o liquidazione”

Roma, 21 settembre – “Farmacap, come altre aziende, sconta un passaggio normativo, c’è da sciogliere il dubbio se rientri o no nell’applicazione dei bilanci. Siamo ancora lì perché nessuno si è espresso, ma nei piani elaborati non c’è nessuna ipotesi di cessione o liquidazione dell’azienda, in nessun modo. Farmacap è al momento oggetto di trattazione negli incontri tra Roma Capitale e Mef, per ultimo quello di martedì scorso”.

Questo un passaggio dell’intervento svolto ieri dall’assessore capitolino al Bilancio Gianni Lemmetti (nella foto), titolare anche delle competenze di coordinamento strategico delle società di Roma Capitale, intervenendo in Aula Giulio Cesare nel corso del consiglio straordinario dedicato proprio alla riorganizzazione delle partecipate e all’approvazione dei contratti di servizio, tenutosi nella tarda mattinata di ieri e finito in bagarre, con l’occupazione degli scranni riservati alla Giunta da parte dei consiglieri dell’opposizione.
Il consiglio, interamente dedicato alla complicata situazione delle aziende partecipate dal comune, già rinviato da martedì a ieri per l’assenza degi assessori competenti, è stato travagliato fin da inizio seduta, quando il presidente dell’Aula capitolina,  Marcello De Vito,  ha deciso di far partire (in ritardo: sono state necessarie tre chiamate per assenza del numero legale) la discussione generale senza una relazione di Lemmetti. Le proteste dell’opposzione hanno prodotto il loro esito e, alla fine, l’assessore al Bilancio è intervenuto, senza peraltro andare oltre la rappresentazione di un quadro di situazioni tutte ancora aperte.

“Sto portando avanti il piano di razionalizzazione delle aziende contenuto nella delibera 53” ha affermato Lemmetti, ammettendo però che “gli obiettivi non sono stati completamente raggiunti” e illustrando quindi le situazioni, tutte molto problematiche, di cinque importati partecipate: Ama (rifiuti), Atac (mobilità), Centrale del Latte, Roma Metropolitane e, appunto, Farmacap. L’assessore non ha potuto che confermare l’esistenza, per tutte, di problemi ancora irrisolti: per la cessione delle quote della  Centrale del Latte, ad esempio, “ci sono alcuni dialoghi aperti, ma è intervenuta anche la magistratura” ha detto Lemmetti, ammettendo poi che esiste un ritardo sulla programmazione del bilancio consolidato del Comune.

Il motivo, ha spiegato l’assessore, è da individuarsi nella situazione di Ama, il cui bilancio non è ancora stato approvato( tanto che è già scattato l’allarme dei sindacati sul fronte degli stipendi). A dir poco incerta anche la situazione di Roma Metropolitane, senza presidente dall’inizio di agosto, senza contratto di servizio e con i bilanci del 2015, 2016, 2017 non ancora approvati. E non va granchè meglio per Atac, che pure ha chiuso la sua ultima semestrale con un risultato positivo che ha fatto esultare la sindaca Virginia Raggi, precipitatasi ad annunciare urbi et orbi che la sua amministrazione “sta facendo la storia”. Lemmetti ha volato molto più basso: “Ammetto che l’utile deriva anche dalla procedura del concordato” ha riconosciuto l’assessore, che ha quindi relazionato anche su Farmacap, con la dichiarazione riportata a inizio articolo.

L’assessore ha terminato la sua esposizione a un’ora circa dal termine della seduta: un tempo oggettivamente ristretto per l’importante discussione, alla quale hanno partecipano solo consiglieri dell’opposizione, undici dei quali hanno firmato la richiesta di prolungare i lavori. Richiesta però respinta dalla maggioranza M5S con un voto che ha chiuso di fatto la seduta, senza voto e senza le risposte di Lemetti agli interrogativi dei consiglieri.

Al netto della già ricordata occupazione, per protesta, degli scranni della Giunta e degli allarmi di “emergenza democratica” lanciati di consiglieri di opposizione dei gruppi Pd, RomaTornaRoma, Sinistra per Roma e Gruppo Misto, sono proprio quegli interrogativi che restano e continuano a preoccupare. E, tra tutti, quelli espressi dal capogruppo Pd Giulio Pelonzi“Farmacap resterà in vita? Quando verrà firmato il contratto di servizio di Risorse per Roma? Quando verrà approvato il bilancio di Ama? E quello di Atac? A Roma Metropolitane servono due delibere per restare in vita. Hanno intenzione di votarle? Il bilancio consolidato verrà approvato entro il 30 settembre? Hanno impedito la votazione per non esporsi su una linea politica che non erano pronti a prendere perché il loro politburo nazionale non ha ancora mandato la velina”.

Domande – soprattutto la prima – che lasciano tutt’altro che tranquilli i 330 dipendenti di Farmacap (230 dei quali farmacisti iscritti all’Ordine di Roma), nonostante le dichiarazioni di Lemmetti sull’assenza delle ipotesi di cessione o liquidazione nei piani deol Comune sull’azienda delle farmacie. Piani che sarebbe finalmente ora di esplicitare: è un obbligo che si deve non soltanto ai dipendenti dell’azienda e alle loro famiglie, ma all’intera comunità dei cittadini romani, per i quali le farmacie comunali (la maggior parte delle quali opera in quartieri e situazioni “difficili”) rappresentano un servizio di fondamentale importanza.