Farmacap, tornano gli spettri del fallimento e della vendita

Roma, 12 settembre – Balza di nuovo all’attenzione delle cronache la vicenda Farmacap,  l’azienda che gestisce le farmacie comunali della capitale, e le notizie  – in continuità con le tormentate vicende degli ultimi anni – sono purtroppo tutt’altro che buone. Secondo quanto riferito dal quotidiano capitolino Il Messaggero, l’azienda, ancora commissariata (è affidata all’avvocato Angelo Stefanori, insediato dall’attuale amministrazione capitolina)  sarebbe infatti di nuovo in profonda crisi e, nonostante  il piano di risanamento dei conti, correrebbe ancora il rischio di fallire ed essere messa in liquidazione. Ipotesi che, ovviamente, potrebbe avere ricadute drammatiche sul posto di lavoro dei 330 dipendenti, 45 dei quali operanti in convenzione con il dipartimento Politiche sociali.

Che avesse ripreso a tirare un’aria pesante, peraltro, era cosa che i dipendenti dell’azienda capitolina avevano ampiamente compreso dopo l’incontro del 20 luglio scorso delle organizzazioni sindacali con il commissario Stefanori, nel corso del quale furono informati che l’amministrazione  – come conseguenza della due diligence sui bilanci Farmacap 2013, 2014 e 2015  – stava valutando anche l’ipotesi della dismissione e della messa il liquidazione dell’azienda, con la fine dell’integrazione farmaco-socio-sanitaria.

Prospettiva peraltro effettivamente confermata, solo una settimana dopo, dallo stesso presidente della Commissione Bilancio del Comune di Roma Marco Terranova al presidio di rappresentanti Farmacap che aveva deciso di raggiungere il Campidoglio, il 27 luglio, in occasione dell’avvio della discussione sul bilancio consuntivo di Roma Capitale. Nell’occasione, Terranova ammise appunto che l’ipotesi di dismissione dell’azienda delle farmacie era in effetti al vaglio di un confronto con l’assessore al Bilancio e al coordinamento strategico delle partecipate della giunta capitolina, Gianni Lemmetti.

“La situazione rimane a un passo dal baratro e i rischi che corriamo sono elevatissimi” scrisse nella circostanza il sindacato di base Usi-Ait in una nota.

Il timore è che la Giunta Raggi – che in campagna elettorale aveva cavalcato la vicenda Farmacap, difendendo a oltranza l’azienda e sostenendo la necessità di salvaguardare la sua dimensione pubblica, con un percorso di risanamento e rilancio del tutto opposto alla decisione di avviarne la vendita assunta dalla giunta precedente guidata da Ignazio Marino – venga meno alle sue promesse. I sospetti che ciò possa avvenire, peraltro, sono tutt’altro che nuovi: già nel gennaio 2017 lo stesso Il Messaggero (quotidiano molto attento ma anche tutt’altro che benevolo con l’operato della giunta pentastellata) aveva reso pubbliche alcune indiscrezioni sulle reali intenzioni della sindaca riguardo a Farmacap, citando al riguardo un intervento del vertice capitolino sulla bozza del Dup (il Documento unico di programmazione allegato al bilancio 2017), integrato da un  documento nel quale,  scriveva il quotidinano, “compare anche la liquidazione delle farmacie comunali, in profondo rosso”.

Erano ancora i tempi in cui l’azienda era affidata alla DG Simona Laing (scelta da Marino per risanare l’azienda prima della vendita, così da ottenere il massimo risultato economico e il migliore beneficio per le casse capitoline dall’operazione di alienazione), che aveva già cominciato a presentare i miglioramenti, in primo luogo sul bilancio, ottenuiti dalla sua gestione. Ognuno conosce i successivi sviluppi della vicenda: solo tre mesi dopo, il 31 marzo, il nuovo commissario straordinario dell’azienda, Stefanori (nominato a gennaio 2017) licenziò in tronco la DG “per giusta causa”,  fatto dal quale è scaturito un contenzioso giuridico che dura ancora oggi.

Il rischio concreto, ora,  è che, sull’onda di risultati economici tornati negativi e lo spettro del fallimento, per Farmacap si concretizzi davvero l’ipotesi della vendita,  ad un prezzo che, osserva qualcuno, sarà inevitabilmente più basso di quello che il Comune avrebbe spuntato appena un anno fa. E se davvero così dovesse essere, la Giunta Raggi dovrà aggiungere un’altra importante voce al lungo elenco delle colpe di cui dovrà rendere conto ai cittadini romani.

Intanto, il presidente di Federfarma Roma e vicepresidente nazionale Vittorio Contarina, commentando la vicenda sullla newsletter quotidiana del sindacato Filodiretto, l’ha inquadrata nella congiuntura particolarmente sfavorevole attraversata dal settore: “Quanto sta accadendo dimostra quanto sia forte la crisi finanziaria che ha colpito e colpisce ancora oggi il nostro settore” afferma Contarina.  “Come Farmacap ci sono moltissime farmacie italiane sull’orlo del fallimento. Questo bisogna ammetterlo, nonostante ci sia qualcuno che non vuol vedere o fa finta di credere ancora alla farmacia ‘sana’ degli anni ’80-‘90”.
Contarina ribadisce quindi come la crisi del settore sia fortissima, con le piccole farmacie a pagarne lo scotto più grande. “Trovarsi ad esercitare in piccoli centri”  spiega “o in quartieri meno popolati non aiuta. Quanto a Farmacap, devo dire che a mio parere l’azienda è gestita poco razionalmente: ad esempio si avvale di una forza lavoro che era giustificabile in quegli anni in cui c’erano introiti maggiori. Oggi non è più sostenibile”.