Farmaci, 9 ricette a testa nel 2018, tengono ancora banco i dati Federfarma

Roma, 6 maggio – “Rimbalzano” ancora sui media del settore sanitario i dati della spesa farmaceutica del 2018,che – per quanto riguarda quella netta Ssn-  ha fatto registrare rispetto al 2017 un calo del -4,1%, dovuto in parte alla diminuzione del numero delle ricette in regime Ssn (-0,7% rispetto al 2017), ma soprattutto alla riduzione del valore medio della ricetta (netto -3,4%; lordo -2,7%) e quindi del prezzo medio dei farmaci prescritti in regime convenzionale (-2,7%). A tornare sui dati diffusi daFederfarma sul proprio sito è la testata Salutedomani.it, offrendone un ampio riepilogo che può essere utile riproporre ancora una volta.

Dai dati Iqvia, risulta che a fronte del calo di spesa netta Ssn e di consumi si registra, anche nel 2018, un rilevante incremento della spesa (+13,7%) e del numero di pezzi (+13,2%) dei farmaci erogati in distribuzione per conto (Dpc). Questo nella cornice dell’aumento della spesa complessiva per farmaci acquistati direttamente dalle strutture pubbliche, che nel 2018 è stato pari al +4%.

Le farmacie – sottolineano i dati di Federfarma – continuano a dare un rilevante contributo al contenimento della spesa – oltre che con la diffusione degli equivalenti e la fornitura gratuita di tutti i dati sui farmaci Ssn-con lo sconto per fasce di prezzo, che ha prodotto nel 2018 un risparmio di circa 322 milioni di euro, ai quali vanno sommati circa 65 milioni di euro derivanti dalla quota dello 0,64% di cosiddetto pay-back, posto a carico delle farmacie a partire dal 1° marzo 2007 e sempre prorogato, volto a compensare la mancata riduzione del 5% del prezzo di una serie di medicinali.

A questi oneri si è aggiunta, dal 31 luglio 2010, la trattenuta dell’1,82% sulla spesa farmaceutica, aumentata, da luglio 2012, al 2,25%. Una trattenuta aggiuntiva che, per le farmacie, ha comportato un onere quantificabile nel periodo in esame in oltre 182 milioni di euro. Complessivamente, quindi, il contributo diretto delle farmacie al contenimento della spesa, nel 2018, è stato di circa 569 milioni di euro.
I dati confermano anche la tendenza all’aumento delle quote di partecipazione a carico dei cittadini, la cui incidenza sulla spesa lorda è passata dal 14,4% del 2017 al 15,5% del 2018.

Il mercato italiano dei prodotti venduti in farmacia chiude il 2018 con un fatturato totale di 24,4 miliardi di euro (-1,3% rispetto al 2017). Oggi la dispensazione dei farmaci più innovativi e, pertanto, più costosi avviene attraverso l’ospedale o l’ASL con l’obiettivo di ridurre i costi attraverso l’acquisto diretto di medicinali dall’industria farmaceutica. Ma questo ha influito sui ricavi della farmacia. Inoltre, hanno un peso sempre più rilevante i prodotti equivalenti o generici, che costano meno del prodotto originale di cui è scaduto il brevetto.

Il risultato è un mercato totale del farmaco da prescrizione (ospedaliero e farmacia) in crescita con un fatturato totale nel 2018 di 21,8 miliardi di euro, +2,4% rispetto al 2017, anche se si registra un rallentamento rispetto agli anni precedenti.
Continua a crescere, in particolare, il canale ospedaliero, in aumento nel 2018 del 4%, raggiungendo 10,8 miliardi (valorizzato a prezzo medio ponderato, sulla stima del prezzo reale di acquisto tenendo conto degli sconti). Sempre in area acquisti diretti, è da evidenziare la Dpc, modalità di dispensazione di alcune categorie di farmaci acquistati dalla struttura pubblica e dispensati in farmacia, soprattutto per patologie croniche, introdotta sia per ridurre il costo d’acquisto, sia per migliorare la capillarità della distribuzione. La distribuzione in nome e per conto registra un importante aumento a 2,3 miliardi (+13,7%). In questo comparto si rafforza la leadership della classe degli anticoagulanti di nuova generazione (Noa) che rappresentano il 15% del totale a valori e circa il 50% dell’incremento.

Il consumo dei farmaci da prescrizione di fascia A e C in farmacia flette del 2,3% a 8,6 miliardi di euro, di cui 6,7 miliardi rimborsati dal Ssn. Prosegue la crescita del mercato dei farmaci generici equivalenti in farmacia che sono ormai considerati intercambiabili rispetto al farmaco originale e pertanto sono un’opzione terapeutica alternativa a basso costo. I farmaci equivalenti di classe A e C hanno raggiunto una quota di mercato in farmacia del 26% a volumi.

Il ricorso ai prodotti equivalenti continua a essere più alta al nord (31,7% quota mercato a volumi) e al centro (26,4%). Mentre al sud il consumo di prodotti equivalenti resta più basso con una quota a volumi del 19,9%. La spesa aggiuntiva a carico del cittadino per acquistare il prodotto branded è stato di oltre un miliardo di euro nel 2018.