Farmaci inutilizzati, in Emilia-Romagna firmato protocollo anti-spreco

Roma, 17 luglio – Antibiotici, analgesici e medicine per patologie cardiovascolari. Sono i tipi di farmaci che, seppure ancora in corso di validità, in confezioni integre e correttamente conservate, finiscono più frequentemente nel cestino. Recuperarli e consegnarli a persone in situazione di svantaggio economico e sociale tramite organizzazioni senza fini di lucro, si può: così non solo si riduce lo spreco e si limitano gli impatti negativi sull’ambiente, ma si aiuta chi ha problemi ad accedere concretamente a cure e medicine.

Da queste premesse nasce il Protocollo d’intenti sul recupero dei farmaci donati, approvato nell’ultima seduta di Giunta, e firmato da Regione Emilia-Romagna (assessorato Politiche per la salute), Hera (società multiutility nei servizi ambientali, idrici ed energetici) e Last Minute Market, società spin-off dell’Università di Bologna che promuove la lotta allo spreco e la sostenibilità ambientale). Lo scopo è quello di promuovere in tutta l’Emilia-Romagna le “buone pratiche” sui farmaci.

In una nota, la Regione ricorda di aver predisposto a febbraio 2018 un documento tecnico – intitolato “Indicazioni per il recupero dei farmaci inutilizzati e in corso di validità” – mirato a promuovere su tutto il territorio la riduzione dello spreco di farmaci, contenere i rifiuti, sostenere progetti di solidarietà sociale e, al tempo stesso, fornire indicazioni pratiche orientate a garantire qualità e monitoraggio delle attività. Il documento è rivolto alle Aziende sanitarie, alle associazioni di categoria dei farmacisti convenzionati, a enti/soggetti esterni che partecipano ai progetti locali, ai cittadini.
Ora, con la firma del protocollo (che ha durata triennale e può essere rinnovato) Regione, Hera e Last Minute Market intendono collaborare e rafforzare l’impegno per sostenere la riduzione dello spreco dei farmaci in Emilia-Romagna, favorire il recupero di quelli non utilizzati e limitare gli impatti negativi sull’ambiente, riducendo la quantità di rifiuti che richiedono particolari sistemi di gestione.

Al tempo stesso puntano a sostenere i progetti del Terzo settore rivolti alla prevenzione dello spreco, a valorizzarne i risultati e promuoverne l’attivazione di nuovi; ma anche a organizzare iniziative per sensibilizzare le amministrazioni pubbliche e i cittadini.

“I farmaci vanno usati in modo corretto, e ciò significa anche ridurne al minimo lo spreco” commenta Sergio Venturi, assessore alle Politiche per la salute della Regione (nella foto). “Sono beni preziosi, e onerosi, per la nostra collettività, e l’utilizzo responsabile coincide con un forte richiamo etico alla solidarietà nei confronti di persone e comunità in situazione di fragilità e svantaggio. Con questa intesa uniamo le forze, consapevoli che anche i piccoli gesti virtuosi dei singoli cittadini possono contribuire a fare la differenza”.

La Regione Emilia-Romagna è da tempo impegnata in direzione della riduzione degli sprechi nell’uso dei farmaci. Già nel 2012 Hera, in collaborazione con Last Minute Market, aveva avviato e poi implementato il progetto FarmacoAmico. Con il preciso obiettivo di recuperare farmaci rimasti inutilizzati dai cittadini e destinarli ad organizzazioni non lucrative. Attualmente il progetto è attivo in 13 comuni della Regione e sono più di cento le farmacie e una trentina le onlus coinvolte, oltre a diversi partner.

Sono diversi i fattori che concorrono allo spreco di farmaci ancora validi: confezioni non sempre coerenti con il ciclo di terapia, contenenti più o meno pillole di quante sarebbero necessarie, scarsa aderenza da parte del paziente allo schema terapeutico prescritto dal medico, sopraggiunta impossibilità di assunzione, per condizioni di salute mutate o per decesso del paziente.

Proprio al fine di evitare gli sprechi, nel 2016 è stata approvata una legge (la n. 166 del 19 agosto 2016, in vigore dal successivo 14 settembre 2), che permette di recuperare – anche se forse non tutti ancora lo sanno – le confezioni di medicinali ancora valide, integre e correttamente conservate e consegnarle a organizzazioni senza fini di lucro, che hanno finalità umanitaria o di assistenza sanitaria.