Farmaci, Oms approva la risoluzione italiana su trasparenza prezzi

Roma, 29 maggio – L’Organizzazione mondiale della sanità ha approvato ieri la risoluzione finalizzata a migliorare la trasparenza dei prezzi dei farmaci e dei vaccini (qui il testo del documento), al fine di favorire e ampliare nel mondo l’accesso a questi prodotti. Il documento era stato proposto dall’Italia fin dallo scorso mese di marzo e aveva poi guadagnato il supporto di altri 22 Stati (Andorra, Brasile, Egitto, Eswatini, Grecia, India, Kenya, Lussemburgo, Malesia, Malta, Portogallo, Federazione Russa, Serbia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Sri Lanka, Uganda, Uruguay, Indonesia, Botswana e Algeria).

Il buon esito dell’iniziativa italiana non è tuttavia stato pacifico: alla risoluzione si erano infatti formalmente opposti Paesi come la Germania, il Regno Unito e l’Ungheria, insieme ad altri, mentre altri pezzi da novanta dello scenario mondiale (come gli Usa e il Giappone) pur senza schierarsi ufficilamente contro hanno comunque mantenuto un atteggiamento fortemente critico.

Alla fine, la risoluzione è stata comunque approvata, sia pure con qualche rimaneggiamento importante rispetto alla versione orginale presentata dal nostro Paese. Nel documento finale, solo per fare l’esempio più eclatante, è scomparso l’obbligo per gli stati di redigere report annuali su prezzi, costi e pezzi venduti.

La risoluzione  esorta gli Stati membri a migliorare la condivisione pubblica delle informazioni sui prezzi effettivi pagati dai governi e da altri acquirenti per i prodotti sanitari e una maggiore trasparenza sui brevetti farmaceutici, i risultati delle sperimentazioni cliniche e altri determinanti del prezzo in ogni fase della catena: dal laboratorio all’armadietto dei medicinali del paziente.
L’obiettivo dichiarato è quello di aiutare gli Stati membri “a prendere decisioni più consapevoli nell’acquisto di prodotti sanitari, negoziare prezzi più accessibili e infine ampliare l’accesso ai prodotti sanitari per le popolazioni” come spiega la stessa Oms in una nota. “Garantire l’accesso ai farmaci è la chiave per far avanzare la copertura sanitaria universale. Gli Stati membri hanno inoltre espresso ampio sostegno alla tabella di marcia per l’accesso all’Oms per medicinali, vaccini e altri prodotti sanitari, che determinerà il lavoro dell’Oms su questo tema per i prossimi cinque anni”.

Tra i primi commenti alla risoluzione, significativo quello di Medici senza frontiere (Msf), che parla di “passo storico”, aggiungendo però che  “non basta”.  Msf rileva intanto che “un gruppo di Paesi – Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti e Giappone – ha duramente ostacolato il negoziato, scegliendo di porre gli interessi di una manciata di farmaceutiche davanti alla salute di milioni di persone. Per questo la risoluzione è passata in una forma parziale”.

Per Gaelle Krikorian, responsabile della campagna per l’accesso ai Farmaci di Msf, “la trasparenza sui prezzi dei farmaci così come adottata nella risoluzione non basta. Dobbiamo conoscere anche i margini imposti dalle corporazioni, costi di produzione, costi dei trial clinici, quali investimenti sono veramente coperti dalle farmaceutiche e quanto è invece pagato dai contribuenti e dai gruppi no profit”. La risoluzione passata, conclude Krikorian, “manca di azioni forti su questi cruciali elementi di trasparenza”.

Di tutt’altro tenore, ed è comprensibile, il commento della ministra Giulia Grillo (nella foto), alfiere della risoluzione, che in un tweet immediatamente successivo all’esito positivo del voto parla di  “una data storica. L’Oms ha adottato la nostra risoluzione e i 194 Paesi si impegnano a promuovere la condivisione di informazioni e assicurare ai pazienti farmaci a prezzo equo”. Il mondo intero, scrive la ministra “ha creduto alla nostra proposta di risoluzione che rappresenta una sfida per una maggiore equità nell’acceso alle cure e ora gli Stati si impegnano ad adottare i principi che abbiamo portato avanti perché non vi siano più barriere al diritto alla salute”.

Fino ad oggi, rileva Grillo, che ha ribadito gli stessi contenuti in un comunicato stampa, “mettere in discussione i criteri dei prezzi dei medicinali è stato un tabù, ma adesso qualcosa è cambiato. La decisione dell’Oms apre una nuova rotta nei negoziati sui prezzi dei farmaci, ponendo un principio di trasparenza da cui non si torna indietro. Negoziare sulla base di informazioni più complete porterà a migliorare il dialogo con l’industria, ad avere un mercato più competitivo e innovativo”.

La ricaduta pratica, chiarisce ancora la ministra italiana, sarà che “finalmente nuovi standard per la trasparenza aiuteranno ogni Paese nella contrattazione dei prezzi dei farmaci: da quelli di base alle terapie più innovative che solo in pochi oggi possono permettersi”.

Grillo osserva quindi  che il successo dell’impegno italiano per la trasparenza “non era facile, non era scontato” e ricorda che  “quando abbiamo iniziato lavorare al testo della risoluzione, pochissimi hanno creduto che saremmo arrivati fino in fondo. E molti ci hanno chiamato visionari, sognatori. Oggi però dico forte e chiaro che senza un sogno, senza una visione, nessun cambiamento è possibile“. La titolare della Salute non manca di rivolgere un ringraziamento al direttore generale di Aifa, Luca Li Bassi, “che ha lavorato senza sosta in queste settimane per coinvolgere il maggior numero di Paesi e per promuovere una nuova cultura della trasparenza nelle politiche internazionale del farmaco”.

“L’Italia si pone alla guida del cambiamento” è la conclusione di Grillo. “Non si torna indietro”.