Farmaci oncologici, progetto emiliano dà un ruolo attivo a farmacie

Roma, 5 giugno – Le farmacie di comunità possono svolgere un ruolo prezioso anche nel percorso di cura del paziente oncologico. la dimostrazione arriva dal  ‘Progetto Prof2’, realizzato in Emilia Romagna con la collaborazione delle sigle delle farmacie pubbliche e private,  Assofarm e Federfarma,  primo esempio in Italia di rete tra farmacie di comunità e un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), nel caso di specie l’Istituto Tumori della Romagna (Irst).

Grazie allo sviluppo di una piattaforma informatizzata condivisa, informa un lancio dell’agenzia Ansa, il progetto consentirà lo scambio di dati basilari per l’attività di riconciliazione farmacologica e la sorveglianza del paziente nel proprio domicilio da parte dell’oncologo.
Anticipato da un evento formativo che ha visto la presenza a Meldola di oltre 150 professionisti, il progetto parte oggi, 5 giugno,  con l’arruolamento dei 100 pazienti previsti che saranno ‘accompagnati’, grazie anche al ruolo attivo delle farmacie del territorio, lungo tutto il percorso di cura.
L’obiettivo del progetto, che rientra tra quelli che beneficiano di un sostegno triennale da parte dell’Istituto Oncologico Romagnolo (Ior), è quello di fornire uno strumento utile al medico oncologo per mettere in atto la ricognizione farmacologica, ovvero la rilevazione dei farmaci, medicine non convenzionali e alimenti critici assunti a casa dal malato.
Un’azione di sorveglianza molto importante per la sicurezza e l’efficacia delle terapie oncologiche, perché può aiutare a prevenire eventuali interazioni tra le terapie domiciliari, anche non convenzionali, e alcuni cibi, aumentando la sicurezza dei pazienti e le probabilità di efficacia dei trattamenti.
In una scheda elettronica, disponibile sia a livello del portale delle farmacie sia nella cartella clinica informatizzata, il farmacista può inserire le sostanze medicinali e gli alimenti assunti dal paziente a domicilio e l’oncologo ne viene immediatamente informato grazie all’aggiornamento del dato nella cartella clinica.

L’invio simultaneo all’Irst dei dati raccolti da parte delle farmacie sull’utilizzo di ulteriori farmaci rispetto a quelli oncologici consente una rapida convalida e riconciliazione farmacologica da parte dell’oncologo, permettendo di intercettare e prevenire eventuali interazioni e di migliorare quindi i livelli di sicurezza nello svolgimento della terapia oncologica.

Quella che parte oggi è una seconda e più avanzata fase del progetto, dopo quella avviata a giugno 2017 nel corso della qualei pazienti (131 per 66 farmacie) erano stati arruolati in un momento qualsiasi del loro percorso terapeutico.  Il Prof 2, invece (che come detto coinvolgerà un centinaio di pazienti)  monitorerà le terapie domiciliari sin dall’inizio di ogni nuovo ciclo di terapia, aggiornandone le variazioni a cura del farmacista e consentendo così all’oncologo di poterne continuamente mantenere la compatibilità coi farmaci oncologici.

Il coinvolgimento delle farmacie prevede anche altri contributi, come la fornitura all’Irst di informazioni sulla composizione degli integratori alimentari usati dai pazienti. Ma potranno anche concorrere alla prevenzione di eventuali interazioni farmacologiche, grazie alla conoscenza dei farmaci oncologici prescritti e alla disponibilità di specifiche schede di interazione farmacologica realizzate dalla Farmacia Irst, alle quali possono  accedere sulla cartella clinica informatizzata e sul portale.