Farmaci più dannosi che utili, ecco la blacklist della ong Prescrire

Roma, 14 febbraio – Prescrire, ong nata in Francia per assicurare a operatori e opinione pubblica un’informazione assolutamente indipendente e la più rigorosa possibile su farmaci e terapie, ha pubblicato  – come fa ogni anno dal 2010  – la lista 2019 dei farmaci da scartare per curarsi meglio, ovvero l’elenco dei farmaci che  sarebbe assolutamente meglio evitare, sulla base di una  valutazione del rapporto rischi-benefici condotta con rigorosa procedura evidence based science: ricerca documentale sistematica e riproducibile, risultati basati su criteri di efficacia rilevanti per i pazienti, priorità dei dati in base al loro livello di evidenza, confronto rispetto al trattamento di riferimento.

Nell’ultima black list di Prescrire aggiornata al 1° febbraio 2019 (riproposta in Italia dalla testata consumerista Il Salvagente) sono recensiti 93 farmaci il cui rapporto rischi-benefici è sfavorevole in tutte le situazioni cliniche per le quali sono stati autorizzati. Il che ne fa inevitabilmente medicine più dannose che utili.
Apre la lista Zyban, a base di bupropione, un’anfetamina che aiuta a smettere di fumare. Per i medici di Prescrire non è più efficace della nicotina e, soprattutto, può causare disturbi neuropsichici (inclusi aggressività, depressione, idee suicide), reazioni allergiche gravi, dipendenza e difetti cardiaci congeniti in caso di esposizione del nascituro durante la gravidanza.

Nel mirino anche i sedativi della tosse, dove i farmaci con effetti collaterali negativi superiori ai benefici terapeutici sono diversi, a partire dall’ambroxol (principio attivo presente nel Muxol e altri farmaci) e dalla bromexina (Bisolvon), mucolitici per la tosse o il mal di gola, che non hanno un’efficacia clinica dimostrata oltre l’effetto placebo e mostrano reazioni anafilattiche gravi e talvolta pericolose per la vita, come l’eritema polimorfico, la sindrome di Stevens-Johnson e quella di Lyell. Ma ci sono anche  l’oxomemazina (Toplexil e altri), un antistaminico suscettibile di effetti avversi sproporzionati nel trattamento sintomatico della tosse; la folcodina (Biocalyptol e altri), oppioide utilizzato nel trattamento sintomatico della tosse, che però pone un rischio di sensibilizzazione al curaro che è utilizzato in anestesia generale e infine  il mannitolo per inalazione (Bronchitol), a fini mucolitici, che non ha un’efficacia clinica convincente nella fibrosi cistica ed espone al broncospasmo e all’emottisi.

La lista di Prescrire dei prodotti da eliminare  contempla anche diverse specialità usate nei disturbi polmonari: i decongestionanti orali e nasali (efedrina, nafazolina, ossimetazolina, fenilefrina, pseudoefedrina e tuaminoeptano), simpaticomimetici vasocostrittori. Espongono a disturbi cardiovascolari gravi o addirittura fatali e a colite ischemica,  effetti collaterali decisamente sproporzionati, a giudizio degli esperti di Prescrire,  per  farmaci che mirano ad alleviare disturbi benigni come un raffreddore.

Finisce nella black list anche un Fans molto noto e diffuso, il dicloflenac (Voltaren) per via orale, che può essere associato ad un aumento dei rischi cardiovascolari, come l’infarto miocardico e l’insufficienza cardiaca. Semaforo rosso anche per il ketoprofene in gel (Ketum gel), che rispetto ad altri Fans  espone maggiormente alla fotosensibilizzazione, e quindi a eczemi ed eruzioni cutanee e bolle.