Farmacia degli Incurabili i farmacisti in prima fila per il restauro

Roma, 10 aprile – Federfarma Napoli e Ordine dei Farmacisti della provincia di Napoli si mobilitano a sostegno del Complesso monumentale degli Incurabili, dove i danni causati da anni di incuria e sciatteria rischiano di pregiudicare anche la storia della Farmacia degli Incurabili, l’attiguo complesso museale e l’intera area della collina di Capo Napoli.

In accordo con Gennaro Rispoli, direttore del Museo delle Arti Sanitarie, le due sigle dei farmacisti, presiedute da Michele di Iorio  e Vincenzo Santagada, hanno avviato una sottoscrizione finalizzata a raccogliere fondi per sostenere la messa in sicurezza e la riqualificazione dell’intero Complesso degli Incurabili. Oltre al sostegno economico, però, la mobilitazione dei farmacisti napoletani si propone di sensibilizzare e coinvolgere la cultura e le intelligenze meridionali a difesa e promozione di un luogo che va ben oltre la farmacia e il Museo delle Arti Sanitarie.

“Il patrimonio culturale insistente sull’intera area” spiega al riguardo Di Iorio “già recuperata alla fruizione pubblica grazie all’impegno dei volontari dell’Associazione Il Faro d’Ippocrate, va immediatamente messo in sicurezza evitando che la burocrazia dei vari enti all’area interessati (Comune, Sovrintendenza, Asl ed altri) possano ritardare la messa in sicurezza, il recupero e la fruizione di un bene reso già fragile dall’incuria. La cultura è il primo patrimonio di questa città, ma non si può pensare di promuoverla senza supporti economici, ma soprattutto senza creare “incidenti” gestionali”.

“L’Ordine dei Farmacisti di Napoli da anni sostiene fattivamente il restauro degli Incurabili. Si è fatto già carico del recupero delle porte di accesso alla corte d’ingresso”  gli fa eco Santagada. “Siamo in campo per tutelare la nostra storia e siamo pronti anche a ospitarei reperti in un’ala dell’Ordine”.
L’iniziativa dei farmacisti napoletani, che ha trovato grandissimo spazio sui mezzi di informazione locale, è stata la risposta (decisamente pronta) al recente crollo (lo scorso 24 marzo) della volta di sostegno della chiesa di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, atto finale di una situazione di degrado e di incuria dell’intero complesso, già denunciata da tempo. Crepe, instabilità e lesioni varie erano già ben visibili, ma ancora una volta si è aspettato troppo prima di intervenire. Inevitabile, come troppe altre volte in Italia, il crollo e i problemi che ne sono seguiti, tra i quali uno dei più gravi è appunto la chiusura della Farmacia degli Incurabili, con il trasferimento delle opere d’arte e dei manufatti custoditi al suo interno.

Il gioiello in stile barocco-rococò del ‘700, nato sull’antica spezieria del ‘500, sarà  così costretto ancora una volta a chiudere le porte ai turisti. Era giù successo in seguito al terremoto del 1980,  dopo il quale il sito venne sottoposto a un lungo lavoro di restauro. L’antica farmacia era stata poi riaperta alle visite soltanto nel 2012. La speranza, ora, è che – grazie anche a iniziative come quella promossa dall’Ordine dei farmacisti e Federfarma Napoli – i tempi per la riapertura siano i più brevi possibile. Un contributo in questa direzione può certamente arrivare anche dall’impegno della politica. Un segnale positivo in questo senso è arrivato da Montecitorio, dove è stata presentata un’interrogazione (a prima firma della vicepresidente della Camera Mara Carfagna) ai ministri della Salute e dei Beni Culturali per sapere  – a fronte del crollo del 24 marzo e dei problemi che ne sono seguiti – quali iniziative il primo ministero abbia avviato “per ripristinare urgentemente l’agibilità dell’ospedale” e quali invece intenda assumere il secondo, “a partire dalla indicazione degli interventi da realizzare immediatamente a salvaguardia delle strutture all’istituzione preposta, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il comune di Napoli (…) che dovrebbe occuparsi della tutela del patrimonio archeologico, architettonico, artistico e paesaggistico della città”.
L’interrogazione (firmata anche dai deputati Andrea Mandelli e Antonio Pentangelo) chiede anche di sapere se siano stati contattati “gli organi dello Stato città del Vaticano, con quale esito, per individuare i modi e le forme della cooperazione necessaria per tutelare il bene in oggetto e ripristinare la piena agibilità del dell’intero complesso, farmacia, chiesa, e ospedale, per ripristinare il servizio di cura ai pazienti, e riaprire al pubblico l’intero complesso monumentale che ospita il prezioso patrimonio artistico culturale, restaurandolo al meglio e meglio tutelandolo, nel futuro, affinché sia pienamente godibile, in sicurezza, per qualsiasi visitatore, i cittadini napoletani o i tanti turisti che, negli anni, ne hanno apprezzato le particolari bellezze”.

Nei prossimi giorni, intanto,  il direttore del Museo delle Aerti sanitarie Rispoli aprirà un tavolo al quale saranno chiamati i rappresentanti della società napoletana disponibili a essere coinvolti nella tutela e promozione di un sito cdi straordinario rilievo storico e artistico.